'Responsabili insieme'

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Le ACLI della Svizzera ritengono che il neoeletto Consigliere federale saprà rappresentare autorevolmente non solo il Ticino e la Svizzera italiana, ma anche l’italianità della Svizzera tutta, valorizzando il decisivo apporto della cultura italiana per la costruzione e per la crescita di una Svizzera plurilinguistica e multiculturale.

Le ACLI della Svizzera si augurano che il neoeletto Consigliere federale saprà riconoscere l’importanza del ruolo dei lavoratori tenendo conto che viviamo una rivoluzione tecnologica, fattore cruciale di cambiamento dei sistemi sociali e delle organizzazioni del lavoro. Tutto ciò comporterà un cambiamento del nostro modo di vivere, di comunicare, di lavorare e di pensare.

L’invito e l’augurio che rivolgiamo al nuovo Consigliere e a tutti i Consiglieri del nostro governo federale è quello di guardare con spirito critico a questo importante passaggio storico, confrontandosi con la società civile, le organizzazioni che la rappresentano e con i rappresentanti dei lavoratori.

Il lavoro rimane elemento fondamentale per la realizzazione dell’uomo e la sua fattiva collaborazione nella costruzione di una società solidale nel quotidiano e di proiezione al futuro. Garantire che tutti gli uomini e le donne abbiano accesso ad un lavoro produttivo, in condizioni di libertà, con uguaglianza, sicurezza e dignità umana è un punto centrale per le ACLI.

Zurigo-Lugano, 21.09.2017

Già da aprile 2017 la Sede nazionale delle ACLI si é spostata da Weberstrasse 3 a Herostrasse 7, dove c'é anche la sede principale dell'ENAIP, l'ufficio del Patronato ACLI di Zurigo e la sede delle ACLI intercantonali SCO.

Dal 1° settembre 2017 anche la Segreteria nazionale ha un nuovo recapito: da Agno é ora a Lugano presso gli uffici del Circolo e delle ACLI cantonali del Ticino.


Nuova sede nazionale ACLI Svizzera

8048 Zurigo - Herostrasse 7

Presidente: Giuseppe Rauseo    

www.acli.ch

Nuova sede Segreteria naz. ACLI Svizzera

6900 Lugano - via Simen 10

+41 91 921 47 94

segretario: Andrea Masullo  

 

logo

Il 1° gennaio 2017 è entrata in vigore la legge sulla formazione continua (LFCo), la quale dà la possibilità al Segretariato di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) di concludere degli accordi di prestazione con le organizzazioni attive nel campo della formazione continua (art.12 LFCo). La legge ha lo scopo di rafforzare l’informazione, il coordinamento e lo sviluppo in materia di formazione continua (art. 1 OFCo). Il SEFRI ha sottoscritto un accordo di questo genere con Travail.Suisse Formation TSF. L’attenzione è stata posta sull’ «accesso alla formazione continua per le persone disabili».


di Bruno Weber-Gobet, responsabile della politica in materia di formazione Travail.Suisse e direttore di TSF

Uno degli obiettivi della LFCO è di creare le condizioni che consentano a tutti di seguire una formazione continua (art. 4b LFCO). La legge fa un esplicito riferimento alle persone disabili (art. 8b LFCO), le quali devono avere le stesse possibilità di accesso alla formazione continua delle persone normodotate.

Il contenuto dell’accordo di prestazione   

Grazie all’accordo di prestazione concluso tra il SEFRI e l’associazione TSF, quest’ultima può occuparsi direttamente del tema delle «pari opportunità delle persone disabili di accedere alla formazione continua». Si tratta di creare una rete tra le organizzazioni di disabili e i prestatari di formazione. Il lavoro si concentrerà inizialmente sulle persone ipovedenti. TSF collaborerà strettamente con la Federazione svizzera dei ciechi e ipovedenti FSA. Si è ora in attesa di una lista di criteri destinata ai prestatari di formazione. Questa lista dovrà fornire indicazioni sulle modalità di organizzazione delle offerte di formazione, affinché le persone ipovedenti possano accedervi con successo. TSF informerà regolarmente sugli sviluppi del progetto.

Che cos’è Travail.Suisse Formation TSF?

Travail.Suisse Formation TSF è un’organizzazione di formazione continua, rappresentata e attiva in tutte le regioni linguistiche della Svizzera. L’implementazione dell’accordo di prestazione è una componente importante del lavoro di TSF, che si è inoltre prefissata altri obiettivi, conformemente ai suoi statuti:

  1. si incaricherà di fornire informazioni sulle organizzazioni membri affiliate e il pubblico;
  2. si occuperà di compiti di coordinamento e messa in rete nel mondo del lavoro;
  3. si impegnerà ad assicurare la qualità e lo sviluppo della formazione continua
  4. promuove e sviluppa progetti di formazione continua e li realizza con le organizzazioni associate e/o i suoi partner;
  5. incoraggia la formazione continua dei lavoratori e si impegna a eliminare gli ostacoli alla formazione continua.

I membri di TSF sono l’Istituto di formazione dei lavoratori ARC, con i sindacati Syna, transfair, SCIV, SwissPersona e l’associazione mantello Travail.Suisse, il Centro di formazione professionale del sindacato OCST (CFP-OCST) e l’ENAIP Svizzera. Il comitato direttivo è composto da Francesco Genova (presidente), Giuseppe Rauseo (finanze), e Bruno Weber-Gobet (direttore).

TSF comunica in tre lingue (tedesco/francese/italiano).

giovanni bianchi
Le ACLI Svizzera piangono la scomparsa di Giovanni Bianchi, grande presidente delle ACLI e amico delle ACLI all’estero. Negli ultimi anni, la sua frequente presenza ai nostri Congressi e Convegni gli ha sempre permesso di ricordarci l’attualità delle tre fedeltà delle Acli, alla classe operaia, alla democrazia, alla Chiesa, e le qualità che deve avere chi si occupa della "cosa pubblica": eticamente credibile, professionalmente capace, politicamente abile.

Siamo certi che dalla sua nuova Casa continuerà a vegliare sulla moglie Silvia e il figlio Davide, sulle ACLI e su tutti noi. 
A tutta la sua famiglia vanno le più sentite condoglianze delle Acli della Svizzera.

 


Dopo una breve malattia, il 24 luglio Giovanni Bianchi è tornato alla casa del Padre.

Politico, fondatore del Partito popolare italiano ed ex presidente delle Acli, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, Giovanni Bianchi è stato uomo di cultura, intellettuale squisito e appassionato, filosofo e poeta.

“Con Giovanni Bianchi se ne va un grande uomo e un grande presidente delle Acli – afferma Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli -. Un uomo che, nonostante i numerosi e importantissimi incarichi a livello politico nazionale, è rimasto sempre attaccato alla nostra associazione. Era con noi anche nell’ultimo incontro di spiritualità delle Acli a Bose. Con lui, se ne va un amico e una guida”.

Giovanni Bianchi era nato a Sesto San Giovanni il 19 agosto del 1939 e si era laureato in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica di Miano. Dopo aver ricoperto importanti incarichi nelle Acli a livello regionale succede a Domenico Rosati come presidente nazionale dal 31 maggio 1987 al febbraio 1994.

La sua ricca esperienza nelle Acli lombarde gli consente di approfondire “il solco e la radice” delle Acli: il cattolicesimo sociale e politico. Di qui il suo richiamo all’esperienza di Luigi Sturzo e alla spiritualità di Giuseppe Dossetti.

Se durante la Presidenza di Rosati le Acli erano pervenute alla consapevolezza del “cambio d’epoca”, con Bianchi si afferma esplicitamente la necessità di aprire una “nuova fase costituente” per il Paese.

Già al Congresso di Milano del 1988, nella sua relazione, sottolinea la fase costituente della società e della politica attraversata dal nostro Paese, l’emergere di una nuova cittadinanza sociale, la necessità di nuove regole del gioco per il ricambio dei gruppi dirigenti e per la realizzazione di un’autentica democrazia dell’alternanza. Le Acli nel linguaggio di Bianchi si configurano come “lobby democratica e popolare”.

Dal 1994 è Deputato al Parlamento nelle file del Partito Popolare Italiano – di cui è tra i nuovi fondatori – per la XII Legislatura e di nuovo, dal 1996, per la XIII Legislatura. Fa parte della Commissione Esteri della Camera dei Deputati ed è stato relatore della legge per la remissione del debito estero. È stato segretario della Camera dei Deputati.

Del Ppi è stato Presidente nazionale nel 1995 -1996; dal 1996 al 1999 è stato membro della Direzione del Partito. È stato segretario regionale lombardo del Ppi fino al suo scioglimento nella Margherita.  Nel 2008 ha guidato come segretario il Pd milanese. È stato fondatore e presidente del Circolo Dossetti di cultura e formazione politica nato a Milano nel 2000.  Dal 2004 era presidente del Cespi (Centro Studi Problemi Internazionali) con sede in Sesto San Giovanni e dal 2012 aveva assunto la carica di Presidente dell’associazione nazionale Partigiani Cristiani.

 

Leggi di più su: http://www.acli.it/le-notizie/news-nazionali/12062-le-acli-piangono-la-scomparsa-di-giovanni-bianchi#ixzz4pzo9GOoV 

Fonte: www.acli.it 

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Lunedì 3 gennaio 2017 ha concluso la sua esistenza terrena il caro Filippo Quatrale. 

Filippo è stato Presidente delle ACLI Ticino, Vice Presidente ACLI Svizzera, Presidente del Patronato ACLI e Presidente del Circolo ACLI di Bodio. 

I funerali si sono svolti giovedì 5 gennaio 2017 alle ore 10:00 presso la sala mortuaria del cimitero di Giornico vicino alla Chiesa Parrocchiale di San Michele.

 

A Filippo va l`immenso riconoscimento per il suo grande impegno a favore della nostra associazione e della collettività. È stato un punto di riferimento per molti dirigenti delle ACLI, ai quali ha insegnato a mettere in pratica i veri valori delle ACLI, trasmettendo sempre fiducia verso il futuro e le nuove generazioni: un esempio di dedizione e correttezza. L’altruismo era alla base del suo vivere!

 

Molti ricordano la forza e l’integrità con cui ha affrontato i periodi più difficili vissuti dal nostro Movimento, in particolare negli anni Ottanta, qualità che incoraggiarono tutti ad andare avanti per il bene delle ACLI. Proprio in quegli anni ha ricoperto diverse cariche, tra cui quella di Presidente delle ACLI Ticino (dal 1979 al 1984), vicepresidente delle ACLI Svizzera e Presidente del Patronato ACLI. Nel 2004, in occasione del 40° anniversario della nascita delle ACLI in Ticino, era Presidente del Circolo ACLI di Bodio, di cui è stato tra i Padri fondatori nel 1965.

 

Sappiamo della sua fervida fede cristiana e della grande devozione alla Madonna del Carmelo, per la quale ha partecipato alla costruzione del nuovo altare con molta generosità. Sempre puntuale alle processioni organizzate dalla Confraternita di San Michele di Giornico, di cui faceva parte. La morte di suo figlio Saverio nel 2008, dopo tre lunghi duri anni di sofferenza, lo hanno colpito nel profondo e la malattia ha preso presto il sopravvento.

 

Siamo certi che dalla sua nuova Casa continuerà a vegliare sulla moglie Anna e la figlia Roberta, sulle ACLI e su tutti noi.

 

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