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ConvegnoGiovani13

Non si sono fatti abbattere dalla copiosa pioggia e dai numerosi chilometri gli oltre ottanta partecipanti, provenienti da ogni angolo della Svizzera, giunti al 3° Convegno Giovani organizzato dalla Gioventù Aclista della Svizzera Centro Orientale ad Ibach (SZ) domenica 1° giugno, incentrato sul tema della lotta alla mafia.

Giovani dal Ticino all’Appenzello, delegazioni da Lucerna sino a Losanna accorsi numerosi, spinti dalla sete di informazione su un tema raramente trattato in Svizzera e desiderosi di prendere parte ad un evento che può essere considerato, nella nostra piccola realtà, storico.

Un’atmosfera giovanile che ha visto nella dinamicità rispecchiarsi tutto l’interesse dei partecipanti all’evento; dinamicità resa tale dal grande lavoro svolto dai giovani delle ACLI ed amplificata dalla simpatica euforia di Piercarlo nel ruolo di moderatore, con il supporto di Daniele, Adolfo e Luca e la supervisione di Simone e Donato. Il tutto per una giornata intensa e carica di significato ma in un contesto allegro e rilassato che ha goduto della visione degli interventi video di Piff ( noto giornalista di MTVitalia ed ex “iena”) e delle missive del Prof. Giuseppe Tramontana e del Segretario della Gioventù Aclista Italiana Giuseppe Failla.

I partecipanti, successivamente suddivisi in 5 gruppi, sono stati chiamati a discutere sul tema designato a ciascun gruppo, con il supporto di una documentazione consegnata a ciascun partecipante all’arrivo, in “tavoli di lavoro” nei quali giovani e meno giovani, provenienti da zone diverse del territorio, hanno eletto un Capo-gruppo, che a sua volta- dopo un pranzo veloce- ha relazionato tutti gli aspetti e le testimonianze espresse dai compagni di gruppo in poco più di un’ora.

Le esaustive relazioni, illustrate dai 5 capi-gruppo a tutta l’assemblea, hanno portato ad un quadro completo degli aspetti e delle caratteristiche principali del fenomeno mafia: dalle origini e le cause che hanno portato la formazione del fenomeno, le rigida struttura organizzativa interna e un profilo psicologico della “mentalità mafiosa”, l’internazionalizzazione di essa su diffuse zone di Gaia e i pregiudizi che legano gli italiani all’estero alla stessa, il delicato tema delle attività mafiose sul suolo svizzero, l’eredità lasciataci da coloro che si batterono attivamente contro il fenomeno e il cambiamento nella mentalità del cittadino nei confronti delle organizzazioni criminali dalla fine del maxi-processo e le stragi del ’92 ad oggi.

L’evento ha contato sulla partecipazione dei vice-presidenti nazionali delle ACLI Svizzera Giuseppe Rauseo e Luciano Alban, il presidente intercantonale Antonio Mighalli, la presenza del presidente dell’Enaip Franco Narducci ma soprattutto di padre Claudio Ciccillo, un “prete di strada” come viene definito, dato il suo grande impegno nel sociale per combattere la tossicodipendenza minorile e non solo, anche membro di “Libera”, una delle più grandi associazioni antimafia attive sul territorio italiano, il quale, in qualità di relatore, ha menzionato le sue numerose attività a sfondo sociale e ha dato importanti testimonianze sul fenomeno mafia, insistendo che per abbatterlo sono necessari lavoro ed educazione, solo così sarà possibile debellare l’orrendo sistema della criminalità organizzata.

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