'Responsabili insieme'

Home / News

Ultime news

Conferenza ottobre

Si è tenuta il 4 ottobre scorso a Zurigo la Conferenza di metà mandato delle ACLI Svizzere. Aperta dalla Riflessione di Fra’ Martino Dotta, assistente spirituale ACLI Svizzera, e dalla relazione del presidente Franco Plutino, la conferenza ha visto la partecipazione del presidente delle ACLI italiane e della FAI, Gianni Bottalico.
“Le Conferenze di metà mandato – ha indicato il presidente Plutino - sono tradizionalmente intese come momento di verifica del mandato congressuale e vengono convocate ogni 4 anni. In esse si passa in rassegna l’operato associativo e si affinano le linee programmatiche per il futuro.
Nel pieno di una crisi che ancora in Europa sta segnando lacerazioni allarmanti nel tessuto economico e sociale, le ACLI operano in una Svizzera che appare immune ma con differenti problematiche: crescente individualismo e crisi dell’associazionismo, campagne antistranieri ricorrenti, attacchi al tradizionale mondo del lavoro, mobilità notevole e nuova emigrazione, affievolimento dei sentimenti religiosi, ecc.
Il “senso di appartenenza” resta basilare per avere un ruolo in una società evoluta come la nostra. La “voglia di futuro”, alla luce di quanto discusso al convegno di Basilea dell’8 febbraio, per noi passa attraverso un rafforzamento del “sistema ACLI” che vede complementari ed indissolubili la passione associativa e la professionalità dell’azione sociale nelle varie forme di servizio attive nella Confederazione”.

imageacli

La Presidenza nazionale delle ACLI della Svizzera, riunita a Zurigo il 13 settembre 2014, ha effettuato un’approfondita valutazione politica sulle prossime elezioni per il rinnovo dei COMITES (Comitati degli Italiani all’Estero). L’incertezza che ancora regna sovrana sulla data di tali elezioni - dopo cinque anni di rinvii e falliti tentativi di riforma che di fatto hanno danneggiato enormemente i Comites - non è certamente un buon viatico per stimolare la partecipaziopne dei connazionali al voto. Per ora, l’unica certezza sono le nuove regole di partecipazione al voto: l’iscrizione a un (nuovo!) elenco elettorale nei rispettivi Consolati d’appartenenza, come sancito dal D.L. approvato lo scorso primo agosto. 

Le ACLI Svizzera, oltre a condannare questo modo di fare irrispettoso dei cittadini italiani all’estero, esprimono preoccupazione per i tempi strettissimi previsti per l’iscrizione agli elenchi elettorali e sottolineano che i potenziali elettori sono largamente all’oscuro delle nuove modalità. Senza un’ampia informazione e sensibilizzazione si corre un forte rischio, per mancanza di partecipazione, di svilire pesantemente il mandato democratico di questi organi di rappresentanza delle comunità italiane all’estero. “Occorre uno spazio di tempo adeguato - ha rimarcato la Presidenza delle ACLI Svizzera - per organizzare le elezioni e gestire una situazione di per sé difficile sotto l’aspetto motivazionale. A tal fine le ACLI Svizzera chiedono che si proceda ad indire le votazioni entro il 2014 e a fissarte le votazioni a fine febbraio inizio marzo, incrementando, nel frattempo, l’informazione per la creazione degli elenchi elettorali”. 

Gli italiani all’estero iscritti all’AIRE, secondo i dati del rapporto Migrantes 2013, sono 4'341'156. Nelle ultime votazioni politiche, solo un terzo degli aventi diritto al voto ha rispedito la scheda elettorale. Ma con la prassi pensata per le elezioni dei COMITES, giustificata con esigenze di risparmio - che prevede il tutto in tempi brevissimi e una insufficiente informazione - il rischio di un colossale flop oltre che prevedibile è evidente, anche perché moltissimi elettori ritengono genericamente di essere già registrati agli elenchi elettorali. Le conseguenze sono evidenti: ulteriore indebolimento della rappresentanza dei COMITES, fondati sul volontariato, con limitate competenze e pochissime risorse per gli obiettivi progettuali e operativi. Negli ultimi anni gli italiani all’estero hanno subito una delusione dopo l’altra: aggravio della tassazione dei beni in Italia, tagli ai corsi di lingua e cultura italiana, smantellamento della rete consolare e, ancora più grave, marcato disinteresse e calo di attenzione verso le comunità italiane emigrate. Anche per queste ragioni, le motivazioni dei nostri connazionali verso la partecipazione ai momenti elettorali sono in caduta libera. 

Le elezioni dei COMITES costituiscono un passaggio di esercizio della democrazia che non può essere sprecato, soprattutto se si vuole attirare l’attenzione dei nuovi migranti che giungono continuamente dall’Italia, per i quali occorrono strutture di sostegno e di accompagnamento all’integrazione nella vita sociale del Paese di accoglimento. Oltre a sollecitare il Parlamento e il Governo italiano ad agire con ponderatezza, le ACLI della Svizzera invitano tutti gli italiani registrati all’AIRE ad iscriversi, e a far iscrivere, agli elenchi elettorali dei rispettivi Consolati. 

ibach

I presidenti dei Circoli delle Acli della Svizzera si sono riuniti sabato 14 giugno a Ibach nell’ambito della Conferenza organizzata dalla Presidenza nazionale. Ospiti del locale Circolo Acli, presieduto da Francesco Stranieri, i convenuti hanno apprezzato l’iniziativa e hanno potuto mettere a confronto attività, problemi e visioni per il futuro dei Circoli Acli in Svizzera. La riunione è stata presieduta da Luciano Alban e Giuseppe Rauseo, vice presidenti delle Acli della Svizzera.

Alla fine della Conferenza, i partecipanti hanno potuto visitare il centro Victorinox e vedere come si producono i noti coltellini svizzeri.

logo FAI nuovo
Lo scorso
marzo scorso è stata lanciata in Europa la campagna "New deal 4 Europe", a sostegno dell'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per un "Piano europeo straordinario per lo sviluppo sostenibile e l'occupazione", che le ACLI e la FAI hanno contribuito ad elaborare, entrando a far parte del Comitato promotore. L'azione si rivolge alla Commissione europea, al futuro Parlamento e quindi ai partiti, per chiedere loro un impegno a rilanciare l'economia e l'occupazione a livello UE.
Per le ACLI e per la FAI si tratta di una ulteriore opportunità per rilanciare il progetto di un'Europa solidale e giusta, anche attraverso la partecipazione attiva alle reti europee e internazionali e l'utilizzo di nuovi strumenti di democrazia partecipativa com'è l'ICE.
L'impegno delle ACLI e delle organizzazioni che hanno aderito all'iniziativa è di arrivare a raccogliere 1 milione di firme entro il 6 marzo 2015. Le ACLI invitano a sostenere l'iniziativa secondo le modalità descritte nella nota allegata.
Sul sito della Campagna www.newdeal4europe.eu trovate tutte le informazioni necessarie in almeno 8 lingue diverse.
 

Allegati:
Download this file (lettera_ice_fai.pdf)lettera_ice_fai.pdf[ ]551 kB

Bianchi Lenzburg

Domenica 18 maggio, al Circolo ACLI presso il Centro Parrocchiale di Lenzburg si è svolto il Convegno di studi organizzato dalle ACLI Argovia per tutti i propri quadri dirigenti.

Tema del Convegno era la Dottrina Sociale della Chiesa a partire dall’enciclica “Rerum Novarum” (1891) di Papa Leone XIII fino all’enciclica “Caritas in Veritate” (2009) di Benedetto XVI. Per l’occasione è stato invitato un relatore d’eccezione: Giovanni Bianchi, fra l’altro anche presidente delle ACLI italiane dal 1987 al 1994.

Il tema del Convegno è stato scelto per evidenziare come la storia delle ACLI - e non può essere diversamente – sia strettamente intrecciata con la storia del movimento dei lavoratori cattolici e porti chiari i segni della Dottrina Sociale della Chiesa, la cui pietra miliare è sicuramente l’enciclica “Rerum Novarum” che, promulgata il 15 maggio di ben 123 anni fa, è ancora oggi molto nitida e di straordinaria attualità. La storia delle ACLI in Italia e all’estero, inoltre, è paragonabile ad un viaggio non certamente facile ma che, grazie alla bussola della Parola di Dio e della Dottrina Sociale della Chiesa, nonché all’ancoraggio alle nostre tre storiche fedeltà - ai lavoratori, alla democrazia e alla Chiesa - ha consentito a tutto il Movimento di attraversare tempi difficili, di resistere alle avversità e di gioire quando la missione associativa è riuscita a realizzare le attese, le domande e i sogni dei propri soci. Ed è su questa scia che si colloca l’esperienza delle ACLI dentro e fuori i confini italiani. Un’esperienza centrata in particolare sull’assistenza e sulla formazione, avendo come fine la dignità delle persone, il rispetto per la natura e, soprattutto, la solidarietà e il bene comune.

Dopo un breve saluto da parte del presidente delle ACLI Argovia, Giuseppe Rondinelli, Giovanni Bianchi ha iniziato con la prima delle due relazioni in programma. I presenti hanno poi partecipato alla celebrazione eucaristica presieduta dal missionario locale Don Bruno Danelon, concelebrante anche il neo missionario di Wohlen Don Luigi Talarico. Anche qui Giovanni Bianchi ha avuto l’onore di presentare una propria riflessione sulle letture proposte dalla liturgia della quinta domenica di Pasqua.

Dopo il pranzo è seguita la seconda relazione che seguita dai presenti con altrettanta attenzione per la lucidità e i preziosi e interessanti ricordi personali di Giovanni Bianchi che ha incantato tutti.

Gaetano Vecchio

 

Ue-europa

La risposta la dà l’Europa stessa: Dove mi portano i suoi cittadini”. Perché siamo in una situazione nella quale i cittadini “europei”  sono perplessi, divisi, contrari addirittura alla realizzazione di un’Europa tanto voluta dai Padri fondatori, da Altiero Spinelli a De Gasperi, a Schumann, a Spaak, ad Adenauer, persone che sognavano un’Europa in cui i mercati, l’economia, la finanza  avrebbero dovuto servire i cittadini, un’Europa nella quale i sogni potessero divenire realtà: un’Europa di pace, di solidarietà,  di accoglienza, di sviluppo.

Oggi ci troviamo di fronte ad una serie di problemi ai quali la “nostra” Europa non riesce a dare delle risposte: quelli di un welfare pieno di difficoltà, di un lavoro dal quale è esclusa una così significativa massa di lavoratori, a partire dai giovani ormai rassegnati, di un prevaricare della finanza sulla politica, di una povertà che va crescendo a vista d’occhio, di un rigurgito di forze nazionaliste e nostalgiche e populiste, che son diametralmente all’opposto del sogno europeo.

Noi non possiamo accettare queste cose: non è nel nostro DNA.

Pur tenendo presenti tutti i problemi succitati ( e quanti altri se ne potrebbero elencare!) non possiamo fare altro che guardare avanti, alla luce dei passi positivi che l’Europa ha compiuto nel campo della cultura, dell’apertura delle frontiere ( almeno al suo interno), delle opportunità offerte ai giovani di conoscere altre realtà arricchendo la propria, dell’offerta agli Stati nazionali, soprattutto a quelli dell’oriente europeo,che hanno bussato alle sue porte,di recuperare quella libertà che è alla base delle giustizia e della realizzazione di una vera società e di un’Europa dei popoli.

In questo numero de “il dialogo” vogliamo  parlare di un’Europa come la sogniamo noi delle ACLI, che in Europa sono presenti e radicate, con la speranza di contribuire a recuperare i valori offuscati di libertà, di democrazia, di rispetto della persona,di impegno per il bene comune, come non solo è scritto nel nostro Statuto,  ma è realizzato con la presenza concreta e quotidiana nel mondo in cui viviamo ed operiamo.

E lo facciamo in questo momento di grande preoccupazione in vista delle prossime elezioni europee, che rischiano di vedere il prevaricare di forze nazionaliste e qualunquiste e, peggio ancora, nostalgiche, che con preoccupante crescita rischiano di abbattere il sacrificio che tanti uomini e donne di buona volontà hanno compiuto.

E questo potrebbe accadere non per colpa di un’Europa malata, ma per la volontà di noi cittadini, che con pericolosa indifferenza ci priviamo del diritto di esprimere le nostre scelte, rinunciando al dovere del voto a causa di una astensione inopportuna, pericolosa e…criminale.

Ecco perché riteniamo giusto chiedere non all’Europa "Dove vai?” ma a noi suoi cittadini: "Che cosa vogliamo fare dell’Europa?”

Luigi Zanolli

vicepresidente della FAI-Acli

Editoriale dell'edizione 2.14 de Il Dialogo (che potete sfogliare su questo sito)

 

Presidenza
Herostrasse 7
8048 Zurigo
presidenza@acli.ch


Tutti i diritti riservati a: ACLI Svizzera

www.acli.ch
Segreteria
Contrada Nuova 1
6982 Agno
segreteria@acli.ch