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ibach

I presidenti dei Circoli delle Acli della Svizzera si sono riuniti sabato 14 giugno a Ibach nell’ambito della Conferenza organizzata dalla Presidenza nazionale. Ospiti del locale Circolo Acli, presieduto da Francesco Stranieri, i convenuti hanno apprezzato l’iniziativa e hanno potuto mettere a confronto attività, problemi e visioni per il futuro dei Circoli Acli in Svizzera. La riunione è stata presieduta da Luciano Alban e Giuseppe Rauseo, vice presidenti delle Acli della Svizzera.

Alla fine della Conferenza, i partecipanti hanno potuto visitare il centro Victorinox e vedere come si producono i noti coltellini svizzeri.

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Lo scorso
marzo scorso è stata lanciata in Europa la campagna "New deal 4 Europe", a sostegno dell'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per un "Piano europeo straordinario per lo sviluppo sostenibile e l'occupazione", che le ACLI e la FAI hanno contribuito ad elaborare, entrando a far parte del Comitato promotore. L'azione si rivolge alla Commissione europea, al futuro Parlamento e quindi ai partiti, per chiedere loro un impegno a rilanciare l'economia e l'occupazione a livello UE.
Per le ACLI e per la FAI si tratta di una ulteriore opportunità per rilanciare il progetto di un'Europa solidale e giusta, anche attraverso la partecipazione attiva alle reti europee e internazionali e l'utilizzo di nuovi strumenti di democrazia partecipativa com'è l'ICE.
L'impegno delle ACLI e delle organizzazioni che hanno aderito all'iniziativa è di arrivare a raccogliere 1 milione di firme entro il 6 marzo 2015. Le ACLI invitano a sostenere l'iniziativa secondo le modalità descritte nella nota allegata.
Sul sito della Campagna www.newdeal4europe.eu trovate tutte le informazioni necessarie in almeno 8 lingue diverse.
 

Allegati:
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Bianchi Lenzburg

Domenica 18 maggio, al Circolo ACLI presso il Centro Parrocchiale di Lenzburg si è svolto il Convegno di studi organizzato dalle ACLI Argovia per tutti i propri quadri dirigenti.

Tema del Convegno era la Dottrina Sociale della Chiesa a partire dall’enciclica “Rerum Novarum” (1891) di Papa Leone XIII fino all’enciclica “Caritas in Veritate” (2009) di Benedetto XVI. Per l’occasione è stato invitato un relatore d’eccezione: Giovanni Bianchi, fra l’altro anche presidente delle ACLI italiane dal 1987 al 1994.

Il tema del Convegno è stato scelto per evidenziare come la storia delle ACLI - e non può essere diversamente – sia strettamente intrecciata con la storia del movimento dei lavoratori cattolici e porti chiari i segni della Dottrina Sociale della Chiesa, la cui pietra miliare è sicuramente l’enciclica “Rerum Novarum” che, promulgata il 15 maggio di ben 123 anni fa, è ancora oggi molto nitida e di straordinaria attualità. La storia delle ACLI in Italia e all’estero, inoltre, è paragonabile ad un viaggio non certamente facile ma che, grazie alla bussola della Parola di Dio e della Dottrina Sociale della Chiesa, nonché all’ancoraggio alle nostre tre storiche fedeltà - ai lavoratori, alla democrazia e alla Chiesa - ha consentito a tutto il Movimento di attraversare tempi difficili, di resistere alle avversità e di gioire quando la missione associativa è riuscita a realizzare le attese, le domande e i sogni dei propri soci. Ed è su questa scia che si colloca l’esperienza delle ACLI dentro e fuori i confini italiani. Un’esperienza centrata in particolare sull’assistenza e sulla formazione, avendo come fine la dignità delle persone, il rispetto per la natura e, soprattutto, la solidarietà e il bene comune.

Dopo un breve saluto da parte del presidente delle ACLI Argovia, Giuseppe Rondinelli, Giovanni Bianchi ha iniziato con la prima delle due relazioni in programma. I presenti hanno poi partecipato alla celebrazione eucaristica presieduta dal missionario locale Don Bruno Danelon, concelebrante anche il neo missionario di Wohlen Don Luigi Talarico. Anche qui Giovanni Bianchi ha avuto l’onore di presentare una propria riflessione sulle letture proposte dalla liturgia della quinta domenica di Pasqua.

Dopo il pranzo è seguita la seconda relazione che seguita dai presenti con altrettanta attenzione per la lucidità e i preziosi e interessanti ricordi personali di Giovanni Bianchi che ha incantato tutti.

Gaetano Vecchio

 

Ue-europa

La risposta la dà l’Europa stessa: Dove mi portano i suoi cittadini”. Perché siamo in una situazione nella quale i cittadini “europei”  sono perplessi, divisi, contrari addirittura alla realizzazione di un’Europa tanto voluta dai Padri fondatori, da Altiero Spinelli a De Gasperi, a Schumann, a Spaak, ad Adenauer, persone che sognavano un’Europa in cui i mercati, l’economia, la finanza  avrebbero dovuto servire i cittadini, un’Europa nella quale i sogni potessero divenire realtà: un’Europa di pace, di solidarietà,  di accoglienza, di sviluppo.

Oggi ci troviamo di fronte ad una serie di problemi ai quali la “nostra” Europa non riesce a dare delle risposte: quelli di un welfare pieno di difficoltà, di un lavoro dal quale è esclusa una così significativa massa di lavoratori, a partire dai giovani ormai rassegnati, di un prevaricare della finanza sulla politica, di una povertà che va crescendo a vista d’occhio, di un rigurgito di forze nazionaliste e nostalgiche e populiste, che son diametralmente all’opposto del sogno europeo.

Noi non possiamo accettare queste cose: non è nel nostro DNA.

Pur tenendo presenti tutti i problemi succitati ( e quanti altri se ne potrebbero elencare!) non possiamo fare altro che guardare avanti, alla luce dei passi positivi che l’Europa ha compiuto nel campo della cultura, dell’apertura delle frontiere ( almeno al suo interno), delle opportunità offerte ai giovani di conoscere altre realtà arricchendo la propria, dell’offerta agli Stati nazionali, soprattutto a quelli dell’oriente europeo,che hanno bussato alle sue porte,di recuperare quella libertà che è alla base delle giustizia e della realizzazione di una vera società e di un’Europa dei popoli.

In questo numero de “il dialogo” vogliamo  parlare di un’Europa come la sogniamo noi delle ACLI, che in Europa sono presenti e radicate, con la speranza di contribuire a recuperare i valori offuscati di libertà, di democrazia, di rispetto della persona,di impegno per il bene comune, come non solo è scritto nel nostro Statuto,  ma è realizzato con la presenza concreta e quotidiana nel mondo in cui viviamo ed operiamo.

E lo facciamo in questo momento di grande preoccupazione in vista delle prossime elezioni europee, che rischiano di vedere il prevaricare di forze nazionaliste e qualunquiste e, peggio ancora, nostalgiche, che con preoccupante crescita rischiano di abbattere il sacrificio che tanti uomini e donne di buona volontà hanno compiuto.

E questo potrebbe accadere non per colpa di un’Europa malata, ma per la volontà di noi cittadini, che con pericolosa indifferenza ci priviamo del diritto di esprimere le nostre scelte, rinunciando al dovere del voto a causa di una astensione inopportuna, pericolosa e…criminale.

Ecco perché riteniamo giusto chiedere non all’Europa "Dove vai?” ma a noi suoi cittadini: "Che cosa vogliamo fare dell’Europa?”

Luigi Zanolli

vicepresidente della FAI-Acli

Editoriale dell'edizione 2.14 de Il Dialogo (che potete sfogliare su questo sito)

 

Bottalico Gianni

Le elezioni europee del prossimo 25 maggio rischiano di trasformarsi in una competizione tra forze favorevoli all'integrazione europea e formazioni euroscettiche. L'esito delle ultime elezioni amministrative francesi rafforza questi timori ma allo stesso tempo costituisce una sfida per quanti credono nel progetto europeo. Le Acli hanno aderito all'Iniziativa dei Cittadini Europei per un piano straordinario europeo per lo sviluppo sostenibile e l'occupazione, insieme a forze sociali e sindacali di vari Paesi europei, con cui sosteniamo che “non siamo più disposti ad accettare questa Europa della disoccupazione, del lavoro precario e sottopagato, del taglio delle protezioni sociali, della povertà crescente, del declino economico e sociale, della fine delle speranze”.

Non vogliamo che l'Europa sia unità nella povertà, ma nella solidarietà, nello sviluppo sostenibile, nella democrazia. L'Europa attuale con 120 milioni di poveri o a rischio di esclusione sociale ed una classe media in caduta libera, invoca politiche di sviluppo ed il superamento di una austerità fine a se stessa, nociva tanto sul piano sociale che su quello economico. Le Acli sostengono con decisione la necessità di una svolta politica di questa portata con tutto ciò che ne consegue per rendere concreto questo intento.

L'Europa ha un futuro se saprà continuare a difendere e ad affermare il suo patrimonio di valori e di leggi a tutela degli interessi economici europei, della salute dei consumatori, della dignità del lavoro. In particolare le Acli invocano l'adozione di una certificazione sociale dei prodotti che vengono immessi nel mercato comunitario, che attesti che in tutta la sua filiera produttiva un prodotto non sia stato realizzato facendo ricorso al lavoro schiavo. Occorre altresì perseguire l'obiettivo di una riduzione in Europa degli squilibri riguardanti il costo del lavoro ed i regimi fiscali non solo fra Paesi Ue ma anche con gli altri stati legati da accordi di associazione, come la Confederazione Elvetica. La latitanza della politica su questi temi conduce a situazioni come quella che ha reso possibile il referendum svizzero del febbraio scorso sull'immigrazione. La Fai ha condiviso il rammarico delle Acli della Svizzera sull'esito di quel voto, ed è a fianco dei cittadini italiani che lavorano in territorio elvetico, e dei lavoratori frontalieri, ed auspica che le relazioni fra Berna e Bruxelles possano al più presto superare i problemi posti da questo referendum, riaffermando il diritto alla libera circolazione delle persone.

Ma in questo delicatissimo passaggio storico vi sono altre sfide decisive che investono l'Europa. Una riguarda l'accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Unione Europea (TTIP), con il rischio di veder aggirate le norme europee sul lavoro, sulla salute, sull'ambiente, sugli ogm, sacrificate sull'altare degli interessi delle multinazionali e delle grandi banche d'affari. L'Europa, rafforzata dall'adozione di una moneta unica, che deve esser gestita però in modo più solidale, deve decidere sulla sua autonomia, se vuole ancora essere un soggetto in grado di partecipare alla gestione multipolare della politica mondiale, o se invece, rinunciando alla propria missione ed ai propri interessi, si farà assorbire in una pericolosa nuova polarizzazione del mondo i cui prodromi si sono avvertiti nelle vicende che hanno scosso l'Ucraina. L'Europa deve soffocare sul nascere questi germi di nuova guerra fredda, per non fare da teatro ancora a tragedie come quelle avvenute nei Balcani. Il dialogo ecumenico e quello interreligioso possono grandemente contribuire alla pace e all'unità del nostro continente, insieme al rilancio del progetto di uno spazio economico comune con la Russia, un mercato da Lisbona a Vladivostok. La geografia, i nostri interessi, il nostro futuro ce lo chiedono.

Gianni Bottalico, presidente Acli-Fai

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Venerdì 4 aprile, in Weberstrasse 3, è stato dato avvio ufficialmente al nuovo Circolo ACLI con la presenza di un gruppo di primi soci e i dirigenti del Movimento e dell’Enaip.

Luciano Alban, ha introdotto ed accompagnato la serata presentando il lavoro di promozione eseguito e l’obiettivo di rafforzare le ACLI a Zurigo, dove abbiamo la sede nazionale e intercantonale, la sede dell’ ENAIP in piena attività e l’ufficio di Patronato che completa la presenza dei nostri servizi e del nostro sistema.

Franco Plutino, presidente nazionale, ha descritto i momenti salienti della storia delle ACLI e dei suoi servizi nel mondo e in Svizzera in particolare, riassumendone principi ideali e struttura organizzativa.

Antonio Mighali, presidente intercantonale, soddisfatto per l’avvio finalmente di un progetto a lungo caldeggiato, ha ringraziato quanti stanno lavorando per il nuovo Circolo e consegnato la bandiera delle ACLI e dell’Europa, augurando di riuscire ad avere un Circolo efficace e importante nel quadro ACLI della Svizzera.

Antonio Putrino dell’ENAIP di Zurigo ha voluto sottolineare le grandi potenzialità che ci sono se riusciamo a lavorare come sistema e a guardare al futuro con iniziative nuove, un linguaggio più in linea con i tempi e la tempestività necessaria per cogliere le opportunità di iniziative sociali che anche oggi si presentano.

Un ringraziamento particolare è stato espresso da tutti a Pasquale Caroli e Anna Fracasso di ENAIP e Angelina Graziano del Patronato per la campagna tesseramento e l’impegno personale per il nuovo Circolo. Loro saranno accompagnati da Luciano Alban fino alla prima Assemblea che eleggerà presidente e consiglio di Circolo.

Con interventi e domande dei presenti in sala ed un ottimo rinfresco curato in particolare da Rita, la serata si è conclusa con grande fiducia e buone speranze per l’avvenire.

 

La quota della tessera 2014 è di Fr. 35.-

Essa può essere richiesta ad Angelina Graziano del Patronato ACLI, tel. 044 242 63 83 - oppure a Pasquale Caroli dell’ENAIP, tel. 076 534 70 01. 

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