'Responsabili insieme'

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Olivero Bobba

La nomina di due ex presidenti nazionali delle Acli, Andrea Olivero, vice ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, e Luigi Bobba, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel primo governo Renzi costituisce un riconoscimento ed una conferma del ruolo che le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani esercitano nel contesto sociale e politico del Paese come palestra di formazione, fucina di idee e genuina rappresentanza degli interessi dei ceti popolari e lavoratori. Così si è espresso il presidente delle Acli italiane, Gianni Bottalico, all’indomani della composizione del nuovo governo italiano.

Una palestra, per citare il termine del presidente, che ha forgiato molti militanti aclisti che siedono oggi in vari consessi politici e nelle amministrazioni locali. Un censimento, avviato la scorsa estate dalla Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune, e ancora in corso, ha contato finora circa 500 politici provenienti dalle fila dell’Associazione .

I primi risultati parziali disegnano un panorama fatto soprattutto da consiglieri comunali, provinciali e regionali, ma anche sindaci (20%) e assessori o vice assessori (22%), quasi tutti (74,6%) eletti in piccoli comuni non capoluogo. Ad essi si aggiungono 2 senatori, 9 deputati e 1 europarlamentare, tra cui i 2 esponenti di governo citati sopra.

In media, gli intervistati sono impegnanti nell’attività politica da 15 anni e la maggioranza di essi è iscritto a un partito o movimento politico. Tuttavia, gli intervistati esprimono una forte autonomia rispetto al sistema partitico : la maggior parte di essi (62,7%) si è infatti candidata all’interno di liste civiche locali e indipendenti, profondamente radicate nei territori di appartenenza.

Quanto al rapporto con le Acli, i più continuano ad alimentarlo attraverso un’assidua frequentazione degli eventi pubblici promossi dall’Associazione . In particolare, gli eventi di carattere istituzionale costituiscono un importante momento d’incontro, di scambio, di condivisione e partecipazione. 

ENAP05 piccolo

Responsabili insieme è il focus su cui si incentra la campagna tesseramento 2014 delle Acli e a cui è dedicato il tema centrale della prima edizione dell’anno de Il Dialogo. Responsabilità è “la condizione di dovere rendere conto di atti, avvenimenti e situazioni in cui si ha una parte, un ruolo determinante”. L’Enaip (l’ente di formazione delle ACLI) come scuola ha l’incarico di fornire le armi linguistiche necessarie agli studenti perché possano ritagliarsi il loro spazio nel mondo: un ruolo non indifferente che assieme ai qualificati insegnanti si cerca di portare a termine nel migliore dei modi.

I docenti affinano i punti di forza degli iscritti creando un clima di sicurezza nella classe. Il loro compito non è solamente quello di far apprendere i dettami basilari della lingua tedesca, ma anche di instaurare un legame con i partecipanti del corso che vada al di là del semplice rapporto docente-alunno.

Bisogna sottolineare che l’apprendimento e l’insegnamento sono due ruoli concatenati che impegnano responsabilità su due fronti: l’insegnante deve essere in grado di stimolare e invogliare i propri alunni all’apprendimento ma anche lo studente deve dimostrarsi aperto e non refrattario. Lo studente deve dischiudersi alla conoscenza fidandosi del proprio maestro e cercando di fruire nel migliore dei modi l’insegnamento che gli viene impartito.

Il motto del tesseramento 2014 è interpretato, presso Enaip, come una duplice responsabilità: la voglia di apprendere e di impegnarsi nello studio, nella convivenza amichevole e proficua con compagni ed insegnanti, la responsabilità e volontà di trasmettere le proprie conoscenze ai propri allievi. Una scuola è un mondo complesso fatto di legami, oneri ed incombenze: un microcosmo che si fonda su regole comportamentali ben definite, bisogna rispettare e discernere i ruoli senza mai imporre la propria influenza. Solo così si può creare un ambiente educativo efficace ed idoneo, un mondo non solo di ruoli, responsabilità e doveri ma di rispetto e di fiducia reciproca.

Tessera2014

“Responsabili insieme”: è all’insegna di questo motto che si è avviata la campagna di tesseramento ACLI 2014. "Siamo chiamati a rilanciare il nostro impegno - scrive il Presidente delle ACLI nazionali, Franco Plutino, sulla prima edizione de Il Dialogo 2014 - a dare forza alla nostra presenza in Svizzera sia rinnovando la tessera che offrendo la nostra collaborazione e parte del nostro tempo libero nel lavoro di circolo e nelle varie iniziative concrete e specifiche a favore dei più disagiati. La nostra crescita personale dev’essere affiancata a una crescita di gruppo. Dobbiamo essere socialmente attivi sul territorio, “insieme” e con generoso senso di responsabilità. Siamo un’Associazione con una forte tradizione in Svizzera e facciamo parte di una grande famiglia che vede quasi un milione di aclisti sparsi in tutto il mondo, accomunati da un impegno al servizio della promozione umana e sociale delle persone, nella quotidianità del mondo del lavoro, nelle case, nel tempo libero".

"Con questo senso di appartenenza e con una voglia di futuro, responsabili insieme, le ACLI europee si sono ritrovate la prima settimana di febbraio a Basilea a parlare delle nuove mobilità e dare voce ai giovani. Rinnoviamo l’adesione, diamo forza al nostro Movimento popolare e allarghiamo i nostri confini aprendoci alle nuove leve esistenti sul territorio o giunte a noi con la nuova migrazione".

P.Vacchina Enaip

Il 6 febbraio scorso la presidente del Patronato ACLI e dell’ENAIP nazionale, Paola Vacchina, è giunta in Weberstrasse a Zurigo, sede nazionale delle ACLI della Svizzera ma anche sede principale dell’ENAIP e dell’ufficio di Zurigo del Patronato ACLI.
Era una giornata infrasettimanale e quindi erano in corso le normali attività: dai corsi di formazione ENAIP, al servizio di Patronato, al Kita, l’asilo-nido attivo ormai da diversi anni.

I responsabili dell’ENAIP, in primis il presidente Franco Narducci, Salvatore Dugo vice presidente, Francesco Genova direttore e Antonio Putrino amministratore, hanno fatto gli onori di casa, informando la presidente Paola Vacchina del percorso di risanamento e rilancio dell’ENAIP, ringraziandola per l’aiuto fornito e prospettando i progetti in corso e quanto ancora da fare per completare un’opera di riorganizzazione davvero notevole.

Paola Vacchina ha espresso la sua grande soddisfazione, con i complimenti per quanto fatto e i ringraziamenti per l’impegno professionale, personale e umano profuso.

Francesco Onorato, coordinatore nazionale del Patronato ACLI svizzero, ha presentato l’attività di Patronato, l’operatrice Angela Graziano e i progetti per la sede di Zurigo, concludendo la breve ma intensa visita.

Presenti anche Franco Plutino e Ennio Carint, rispettivamente attuale e precedente presidente delle ACLI svizzere.

lavoratori cervelli

Le Acli della Svizzera, il patronato Acli e la Fai - Federazione Acli internazionali hanno organizzato, sabato 8 febbraio a Basilea, un convegno, aperto al pubblico, sul tema "Le nuove mobilità in Europa". La prima parte dei lavori è stata coordinata dal Presidente di Enaip Svizzera, già vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Franco Narducci.

Alla presenza di un folto pubblico sono intervenuti Graziano Tassello, direttore Centro Studi e Ricerche per l'Emigrazione, Basilea; Antonio Putrino, economista e imprenditore, Zurigo; Gianni Bottalico, presidente Federazione Acli Internazionali.

La seconda parte dei lavori dal titolo "Il sistema Acli nell'Europa che cambia" è stata introdotta e coordinata da Michele Consiglio, membro della Presidenza nazionale Acli Italiane e responsabile Politica estera e reti Internazionali.

Nel corso del pomeriggio sono intervenuti Franco Plutino, presidente delle Acli Svizzera; Paola Vacchina, presidente patronato Acli ed Enaip nazionale; Francesco Genova, direttore Enaip Svizzera, Zurigo. I lavori si sono chiusi con le conclusioni di Gianni Bottalico, presidente della Federazione Acli Internazionali.

Sarà presto disponibile un resoconto completo dell’evento.

 

imageacliL‘esultanza degli iniziativisti per l’esito delle urne può rivelarsi una vittoria di Pirro.  Non è però ora il caso di scaricare le colpe sugli uni o sugli altri, ma una cosa è certa: ampi settori della politica e dell’economia devono chiedersi come potranno rispondere concretamente a questo mandato popolare senza ledere gli interessi della Svizzera e senza infrangere impegni già assunti in particolare con l’Unione Europea (UE). Non si tratta di un voto contro gli stranieri ma contro l’immobilismo generale che non ha saputo interpretare i segnali provenienti dalla società civile, dalle lavoratrici e dai lavoratori, dai sindacati per l’introduzione di misure correttive e di accompagnamento che potessero compensare gli squilibri del mercato del lavoro, arginare il dumping salariale e alleggerire la pressione sul territorio.

L’adozione su larga scala di contratti collettivi di lavoro o di salari minimi avrebbe evitato di premiare timori e paure su una presenza eccessiva di stranieri pur rispettando gli accordi bilaterali con l’UE. La speculazione fatta da ambienti politici ed economici sulla pelle dei lavoratori ha portato a questa situazione di incertezza. È giunto il momento di individuare le soluzioni senza se e senza ma. Non sarà facile per il Consiglio Federale. L’UE ha già fatto sapere che giudica la libera circolazione delle persone una libertà essenziale data per acquisita in tutti gli Stati dell’Unione. Il prezzo da pagare per la Svizzera potrebbe essere talmente alto da comprometterne in prospettiva la crescita economica, avvenuta grazie anche al lavoro degli stranieri, e ridurre il benessere acquisito.

Le Acli intendono comunque continuare ad impegnarsi per un’integrazione del mercato europeo senza calpestare i diritti di tutti i cittadini e il principio di solidarietà.

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