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Con il sostegno dell'Ufficio del Delegato cantonale per l'integrazione degli stranieriitaliano Edilizia Pagina 1

Edilizia – Ristorazione – Logistica – Sociosanitario - Pulizie

Il progetto intende perseguire e promuovere in modo mirato l'integrazione dei migranti residenti in Ticino con un modello che ha come punto fondante la connessione fra il momento della formazione linguistica offerta agli immigrati e la sua dislocazione negli ambienti lavorativi nei quali essi sono (o saranno) impiegati.

La realizzazione di un tale modello d'intervento si sviluppa sulla base dell'esperienza e dell'ampia offerta formativa di ENAIP Svizzera e del Centro di formazione professionale OCST, la cui rete di contatti permette di raggiungere molti lavoratori stranieri attivi nei diversi contesti professionali individuati.

L'obiettivo principale è favorire la sinergia fra l'integrazione linguistica - fondamentale per fare acquisire autonomia, consapevolezza e partecipazione alla cittadinanza nel nuovo contesto di vita - e la formazione specifica sulle tecniche di lavoro (l'organizzazione lavorativa, l'uso ottimale degli strumenti di lavoro, ecc.) e sulla sicurezza (presentazione delle procedure per la riduzione degli incidenti, comprensione della cartellonistica e delle indicazioni presenti sui luoghi di lavoro, ecc...).

Italiano Socio-Sanitario Pagina 1L'impostazione metodologica e didattica sarà orientata all'apprendimento della lingua attraverso tecniche di simulazione e di decodifica di testi utilizzati nella pratica degli ambienti di lavoro, utilizzando anche un modello d'insegnamento come il FIDE, che permette di contestualizzare lo studio delle strutture linguistiche nei luoghi di vita quotidiana dei partecipanti. L’Ufficio federale della migrazione (UFM) sta sviluppando svariati progetti nell’ambito di fide al fine di rispondere ai bisogni degli attori nell’ambito dell’integrazione, da un lato, e ai bisogni della promozione linguistica, dall’altro.

L’incoraggiamento dell’apprendimento linguistico riveste un ruolo essenziale nel processo di integrazione delle migranti e dei migranti in Svizzera.

Si tratta di offrire al lavoratore migrante la possibilità di approfondire la conoscenza della lingua italiana nell‘ambito della propria attività lavorativa. I contenuti del corso sono conformi ai diversi settori professionali e adeguati alle conoscenze linguistiche dei partecipanti.

 

I corsi sono previsti su tre livelli PEL:
A1, A2, B1

 

 

Date, orari e sedi

Locarno

21.10.13

18.12.13

Lun/Mer

19:00

22:00

Lugano

21.10.13

18.12.13

Lun/Mer

19:00

22:00

Lugano

22.10.13

19.12.13

Mar/Gio

08:45

11:45

Locarno

22.10.13

19.12.13

Mar/Gio

08:45

11:45

Servizio di custodia bambini a disposizione per i corsi diurni.

Frequenza: 2 lezioni settimanali di 3 ore
Moduli di 48 ore, min. 8 partecipanti
Quota di partecipazione: Fr. 288.00/modulo

Info e iscrizioni: 091 921 26 00

 

imageacli

Gli insulti gratuiti, intolleranti e razzisti di Roberto Calderoli nei confronti del Ministro Kyenge suscitano sdegno e riprovazione nelle ACLI della Svizzera, che considerano l’offesa rivolta ad un Ministro della Repubblica da parte di un rappresentante delle Istituzioni e Vicepresidente del Senato un vero insulto allo spirito e alla lettera della Costituzione, che all’art. 3 afferma: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali”.

L’esemplare dignità manifestata anche in questa occasione dal  Ministro Kyenge mette ancora più in luce la bassezza e la volgarità del Sen. Calderoli in quest’ultima di una serie di affermazioni e gesti di spirito razzista e che è un ulteriore schiaffo alla politica che si vorrebbe operosa nella sua dignità e nel rispetto dell’avversario.

Tale offesa va ben oltre i limiti di una sana competitività e merita la riprovazione dei politici tutti e della società civile che opera perché ad ogni persona, indistintamente, vengano riconosciuti dignità e rispetto.

Purtroppo il Sen. Calderoli non è solo nell’alimentare il clima di odio, che deve essere bloccato e combattuto prima che degeneri totalmente.

Questo episodio si aggiunge ai comportamenti di Borghezio, con le sue “grossolane raffinatezze”, e di Salvini, che arriva agli attacchi al Presidente della Repubblica Napolitano, senza dimenticare i cappi esposti a Pescara da Forza Nuova all’arrivo dello stesso Ministro Kyenge.

Lasciare correre e tollerare i reati di vilipendio della bandiera e di offese al Capo dello Stato e ai rappresentanti delle Istituzioni anche da parte di parlamentari contribuisce a distruggere l’immagine del Paese, suscitando disagio e vergogna anche nei cittadini italiani residenti all’estero.

Presidenza nazionale ACLI Svizzera

 

ConvegnoGiovani13

Non si sono fatti abbattere dalla copiosa pioggia e dai numerosi chilometri gli oltre ottanta partecipanti, provenienti da ogni angolo della Svizzera, giunti al 3° Convegno Giovani organizzato dalla Gioventù Aclista della Svizzera Centro Orientale ad Ibach (SZ) domenica 1° giugno, incentrato sul tema della lotta alla mafia.

Giovani dal Ticino all’Appenzello, delegazioni da Lucerna sino a Losanna accorsi numerosi, spinti dalla sete di informazione su un tema raramente trattato in Svizzera e desiderosi di prendere parte ad un evento che può essere considerato, nella nostra piccola realtà, storico.

Un’atmosfera giovanile che ha visto nella dinamicità rispecchiarsi tutto l’interesse dei partecipanti all’evento; dinamicità resa tale dal grande lavoro svolto dai giovani delle ACLI ed amplificata dalla simpatica euforia di Piercarlo nel ruolo di moderatore, con il supporto di Daniele, Adolfo e Luca e la supervisione di Simone e Donato. Il tutto per una giornata intensa e carica di significato ma in un contesto allegro e rilassato che ha goduto della visione degli interventi video di Piff ( noto giornalista di MTVitalia ed ex “iena”) e delle missive del Prof. Giuseppe Tramontana e del Segretario della Gioventù Aclista Italiana Giuseppe Failla.

I partecipanti, successivamente suddivisi in 5 gruppi, sono stati chiamati a discutere sul tema designato a ciascun gruppo, con il supporto di una documentazione consegnata a ciascun partecipante all’arrivo, in “tavoli di lavoro” nei quali giovani e meno giovani, provenienti da zone diverse del territorio, hanno eletto un Capo-gruppo, che a sua volta- dopo un pranzo veloce- ha relazionato tutti gli aspetti e le testimonianze espresse dai compagni di gruppo in poco più di un’ora.

Le esaustive relazioni, illustrate dai 5 capi-gruppo a tutta l’assemblea, hanno portato ad un quadro completo degli aspetti e delle caratteristiche principali del fenomeno mafia: dalle origini e le cause che hanno portato la formazione del fenomeno, le rigida struttura organizzativa interna e un profilo psicologico della “mentalità mafiosa”, l’internazionalizzazione di essa su diffuse zone di Gaia e i pregiudizi che legano gli italiani all’estero alla stessa, il delicato tema delle attività mafiose sul suolo svizzero, l’eredità lasciataci da coloro che si batterono attivamente contro il fenomeno e il cambiamento nella mentalità del cittadino nei confronti delle organizzazioni criminali dalla fine del maxi-processo e le stragi del ’92 ad oggi.

L’evento ha contato sulla partecipazione dei vice-presidenti nazionali delle ACLI Svizzera Giuseppe Rauseo e Luciano Alban, il presidente intercantonale Antonio Mighalli, la presenza del presidente dell’Enaip Franco Narducci ma soprattutto di padre Claudio Ciccillo, un “prete di strada” come viene definito, dato il suo grande impegno nel sociale per combattere la tossicodipendenza minorile e non solo, anche membro di “Libera”, una delle più grandi associazioni antimafia attive sul territorio italiano, il quale, in qualità di relatore, ha menzionato le sue numerose attività a sfondo sociale e ha dato importanti testimonianze sul fenomeno mafia, insistendo che per abbatterlo sono necessari lavoro ed educazione, solo così sarà possibile debellare l’orrendo sistema della criminalità organizzata.

c.zuppetti

Carla Zuppetti, Ambasciatore d’Italia in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein da poco meno di un anno, è venuta improvvisamente a mancare sabato 1° giugno 2013.

Le ACLI della Svizzera si uniscono al cordoglio di tutte le comunità italiane in Svizzera, che hanno perso con Lei un insostituibile punto di riferimento.

Carla Zuppetti era stata nominata Ambasciatore presso la Confederazione Elvetica il 30 giugno del 2012. Ed è vivo il ricordo del suo precedente incarico, quello di Direttore Generale per gli Italiani all’estero e per le Politiche Migratorie: alla presentazione del Rapporto Italiani nel mondo, ai tanti incontri promossi dalle organizzazioni degli italiani all’estero.

Carla Zuppetti, nata a Isola del Liri (Frosinone), sposata, un figlio, si laurea in scienze politiche all’Università di Roma. Entra in carriera diplomatica nel 1978, assegnata alla Direzione Generale Emigrazione e Affari Sociali, dove segue in particolare gli interventi in situazioni di emergenza o in occasione di eventi straordinari per l’assistenza agli italiani residenti nei Paesi dell’Africa e dell’Asia. Nel 1981 è Primo vice console a Basilea e, dal 1983, è reggente del Consolato Generale a Leningrado. Dal 1986 è a Francoforte in qualità di Console Aggiunto, e due anni più tardi viene confermata nella stessa sede con funzioni di Console.

Rientrata a Roma nel 1990, assume alla Direzione Generale del Personale e dell’Amministrazione, dove lavora sino al 1995, data della sua nomina a Primo consigliere alla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'O.N.U. a Ginevra con l’incarico di seguire le tematiche relative ai Diritti Umani. In seguito, è Primo consigliere all’Ambasciata a Parigi, dove coordina le attività degli Uffici Consolari in Francia e segue i rapporti bilaterali in materia di Giustizia e Affari Interni. Rientra a Roma nel 2002, dove, alle dirette dipendenze del Direttore Generale per il Personale, coordina la destinazione dei diplomatici negli Uffici del Ministero e della rete estera.

Nel 2004 è nominata Vice Direttore Generale per il Personale. Dal 2008 è Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le Politiche Migratorie e nel febbraio 2012 è nominata dal Consiglio dei Ministri al grado di Ambasciatore.

Il 30 giugno 2012 assume le funzioni di Ambasciatore d'Italia presso la Confederazione Elvetica e il Principato del Liechtenstein.

G.Napolitano2

Le ACLI della Svizzera hanno accolto con soddisfazione l’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica Italiana condividendo totalmente i contenuti del suo messaggio davanti alle Camere dopo il suo giuramento.

In particolare le ACLI della Svizzera notano la lucidità con la quale il Presidente denuncia “la lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità” provocati da “contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienze, tatticismi e strumentalismi”, con la conseguenza di provocare un profondo solco tra la politica e i cittadini.

Riconoscono essenziale l’invito del Presidente Napolitano a “parlare il linguaggio della verità” che possa portare ad un impegno assolutamente condiviso per risolvere i numerosissimi ed urgentissimi problemi che preoccupano le Istituzioni e i cittadini.

Credono nella funzione di “fattore di coagulazione” che il capo dello Stato ha ribadito, grazie alla sua esperienza di vita politica e alla sua volontà indomita di garante della Costituzione.

Le ACLI della Svizzera sentono il dovere di invitare le forze politiche impegnate nel lavoro di recupero di valori e di proposte per il bene comune, a ricordare che anche i cittadini italiani residenti all’estero si attendono dalle Istituzioni il concreto riconoscimento della parità con i cittadini italiani residenti in Italia e l’impegno a procedere con le riforme necessarie che li riguardano, particolarmente quella del voto per corrispondenza. Altrimenti si vanificherebbero gli sforzi che hanno portato all’applicazione della Costituzione per l’elezione dei Parlamentari delle Circoscrizioni estere e il riconoscimento concreto del contributo degli italiani all’estero nei campi della cultura, della partecipazione sociale, dell’economia, del volontariato.

papa francesco sorride

Le ACLI della Svizzera hanno accolto con gioia e con profonda riconoscenza la notizia dell’elezione di Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, al soglio pontificio.

Questo evento, inatteso e ricco di significato, interpella tutti gli uomini di buona volontà per i valori che esso esprime, in particolare:

- la volontà di rinnovamento della Chiesa, che riconosce la sua fragilità e nella tempesta invoca l’aiuto di Cristo, perché guidi la barca di Pietro in questi momenti di smarrimento;

- l’umiltà del nuovo Pastore, che chiede aiuto al “popolo di Dio” perché collabori per una rinnovata evangelizzazione nel segno di una fede riaffermata e coerentemente vissuta;

- l’affermazione del valore della preghiera come strumento potente di riconoscimento della forza dello Spirito di fronte alle sfide del nuovo millennio;

- l’invito alla fratellanza e ad un rinnovato impegno nella solidarietà, che il nuovo Pontefice, figlio di emigranti italiani nella terra argentina, ha testimoniato al fianco dei più bisognosi e degli emarginati nel corso della sua attività all’insegna della gratuità e della condivisione;

- l’invito alla pratica della misericordia, perché essa accompagni chi è chiamato ad un servizio dove l’amore per la vita e la riaffermazione del primato della persona non siano richiami vani;

- l’invito ad un cammino di unità di una Chiesa pellegrina guidata dallo Spirito e spoglia di ogni segno di potere.

Questi valori sono riaffermati anche alla luce della scelta del nome di Francesco che il Santo Padre ha voluto assumere nel suo mandato: un nome che è comunemente interpretato come richiamo ad un rinnovamento delle coscienze con il recupero del potere illuminante dello spirito sul potere legato all’esclusiva celebrazione dei beni materiali.

Le ACLI della Svizzera, impegnate nel mondo del lavoro e nella pratica della democrazia, sono liete di riaffermare la loro fedeltà alla Chiesa sospinte dalla speranza che il nuovo Pontefice ha già iniziato ad infondere, nella testimonianza del Vangelo, nel rinnovamento della Chiesa e nella costruzione di un mondo di fratellanza e di pace.

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