'Responsabili insieme'

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Il 1° gennaio 2017 è entrata in vigore la legge sulla formazione continua (LFCo), la quale dà la possibilità al Segretariato di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) di concludere degli accordi di prestazione con le organizzazioni attive nel campo della formazione continua (art.12 LFCo). La legge ha lo scopo di rafforzare l’informazione, il coordinamento e lo sviluppo in materia di formazione continua (art. 1 OFCo). Il SEFRI ha sottoscritto un accordo di questo genere con Travail.Suisse Formation TSF. L’attenzione è stata posta sull’ «accesso alla formazione continua per le persone disabili».


di Bruno Weber-Gobet, responsabile della politica in materia di formazione Travail.Suisse e direttore di TSF

Uno degli obiettivi della LFCO è di creare le condizioni che consentano a tutti di seguire una formazione continua (art. 4b LFCO). La legge fa un esplicito riferimento alle persone disabili (art. 8b LFCO), le quali devono avere le stesse possibilità di accesso alla formazione continua delle persone normodotate.

Il contenuto dell’accordo di prestazione   

Grazie all’accordo di prestazione concluso tra il SEFRI e l’associazione TSF, quest’ultima può occuparsi direttamente del tema delle «pari opportunità delle persone disabili di accedere alla formazione continua». Si tratta di creare una rete tra le organizzazioni di disabili e i prestatari di formazione. Il lavoro si concentrerà inizialmente sulle persone ipovedenti. TSF collaborerà strettamente con la Federazione svizzera dei ciechi e ipovedenti FSA. Si è ora in attesa di una lista di criteri destinata ai prestatari di formazione. Questa lista dovrà fornire indicazioni sulle modalità di organizzazione delle offerte di formazione, affinché le persone ipovedenti possano accedervi con successo. TSF informerà regolarmente sugli sviluppi del progetto.

Che cos’è Travail.Suisse Formation TSF?

Travail.Suisse Formation TSF è un’organizzazione di formazione continua, rappresentata e attiva in tutte le regioni linguistiche della Svizzera. L’implementazione dell’accordo di prestazione è una componente importante del lavoro di TSF, che si è inoltre prefissata altri obiettivi, conformemente ai suoi statuti:

  1. si incaricherà di fornire informazioni sulle organizzazioni membri affiliate e il pubblico;
  2. si occuperà di compiti di coordinamento e messa in rete nel mondo del lavoro;
  3. si impegnerà ad assicurare la qualità e lo sviluppo della formazione continua
  4. promuove e sviluppa progetti di formazione continua e li realizza con le organizzazioni associate e/o i suoi partner;
  5. incoraggia la formazione continua dei lavoratori e si impegna a eliminare gli ostacoli alla formazione continua.

I membri di TSF sono l’Istituto di formazione dei lavoratori ARC, con i sindacati Syna, transfair, SCIV, SwissPersona e l’associazione mantello Travail.Suisse, il Centro di formazione professionale del sindacato OCST (CFP-OCST) e l’ENAIP Svizzera. Il comitato direttivo è composto da Francesco Genova (presidente), Giuseppe Rauseo (finanze), e Bruno Weber-Gobet (direttore).

TSF comunica in tre lingue (tedesco/francese/italiano).

giovanni bianchi
Le ACLI Svizzera piangono la scomparsa di Giovanni Bianchi, grande presidente delle ACLI e amico delle ACLI all’estero. Negli ultimi anni, la sua frequente presenza ai nostri Congressi e Convegni gli ha sempre permesso di ricordarci l’attualità delle tre fedeltà delle Acli, alla classe operaia, alla democrazia, alla Chiesa, e le qualità che deve avere chi si occupa della "cosa pubblica": eticamente credibile, professionalmente capace, politicamente abile.

Siamo certi che dalla sua nuova Casa continuerà a vegliare sulla moglie Silvia e il figlio Davide, sulle ACLI e su tutti noi. 
A tutta la sua famiglia vanno le più sentite condoglianze delle Acli della Svizzera.

 


Dopo una breve malattia, il 24 luglio Giovanni Bianchi è tornato alla casa del Padre.

Politico, fondatore del Partito popolare italiano ed ex presidente delle Acli, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, Giovanni Bianchi è stato uomo di cultura, intellettuale squisito e appassionato, filosofo e poeta.

“Con Giovanni Bianchi se ne va un grande uomo e un grande presidente delle Acli – afferma Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli -. Un uomo che, nonostante i numerosi e importantissimi incarichi a livello politico nazionale, è rimasto sempre attaccato alla nostra associazione. Era con noi anche nell’ultimo incontro di spiritualità delle Acli a Bose. Con lui, se ne va un amico e una guida”.

Giovanni Bianchi era nato a Sesto San Giovanni il 19 agosto del 1939 e si era laureato in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica di Miano. Dopo aver ricoperto importanti incarichi nelle Acli a livello regionale succede a Domenico Rosati come presidente nazionale dal 31 maggio 1987 al febbraio 1994.

La sua ricca esperienza nelle Acli lombarde gli consente di approfondire “il solco e la radice” delle Acli: il cattolicesimo sociale e politico. Di qui il suo richiamo all’esperienza di Luigi Sturzo e alla spiritualità di Giuseppe Dossetti.

Se durante la Presidenza di Rosati le Acli erano pervenute alla consapevolezza del “cambio d’epoca”, con Bianchi si afferma esplicitamente la necessità di aprire una “nuova fase costituente” per il Paese.

Già al Congresso di Milano del 1988, nella sua relazione, sottolinea la fase costituente della società e della politica attraversata dal nostro Paese, l’emergere di una nuova cittadinanza sociale, la necessità di nuove regole del gioco per il ricambio dei gruppi dirigenti e per la realizzazione di un’autentica democrazia dell’alternanza. Le Acli nel linguaggio di Bianchi si configurano come “lobby democratica e popolare”.

Dal 1994 è Deputato al Parlamento nelle file del Partito Popolare Italiano – di cui è tra i nuovi fondatori – per la XII Legislatura e di nuovo, dal 1996, per la XIII Legislatura. Fa parte della Commissione Esteri della Camera dei Deputati ed è stato relatore della legge per la remissione del debito estero. È stato segretario della Camera dei Deputati.

Del Ppi è stato Presidente nazionale nel 1995 -1996; dal 1996 al 1999 è stato membro della Direzione del Partito. È stato segretario regionale lombardo del Ppi fino al suo scioglimento nella Margherita.  Nel 2008 ha guidato come segretario il Pd milanese. È stato fondatore e presidente del Circolo Dossetti di cultura e formazione politica nato a Milano nel 2000.  Dal 2004 era presidente del Cespi (Centro Studi Problemi Internazionali) con sede in Sesto San Giovanni e dal 2012 aveva assunto la carica di Presidente dell’associazione nazionale Partigiani Cristiani.

 

Leggi di più su: http://www.acli.it/le-notizie/news-nazionali/12062-le-acli-piangono-la-scomparsa-di-giovanni-bianchi#ixzz4pzo9GOoV 

Fonte: www.acli.it 

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850c03aee75ee085c721dedabddf8600 XLBuon Natale dalla Presidenza delle ACLI

Venerdì, 23 Dicembre 2016

Scritto da  Roberto Rossini

 

Cari Presidenti di circolo, di zona, provinciali e regionali, insieme al Natale si conclude un anno denso di lavoro e di sorprese. La Presidenza che si è insediata a fine maggio ha dato continuità alle iniziative positive già in cantiere, e si è dedicata alla ristrutturazione associativa, economica e finanziaria secondo nuovi criteri che essa stessa si è data. Abbiamo aperto i lavori per aumentare la solidità del nostro... “edificio”, per aprirlo sia a chi sente una vocazione sociale e solidale sia a chi si rivolge a noi per una pratica, per un sostegno, per un consiglio, a volte perfino per un pasto: certamente per fare comunità e associazione. Vi ringrazieremo per la pazienza: i lavori in corso, si sa, producono sempre qualche disagio e un po' di polvere... ma il nostro obiettivo è grande, è realizzare un movimento solido e solidale.

Da subito vi ringraziamo per l'impegno di quest'anno. Da qualche mese abbiamo riscoperto la nostra capacità di formazione alla politica: il referendum di fine anno è stata una straordinaria occasione per discutere di Costituzione, di partiti, di diritti e doveri. Non mancherà, nell'anno che sta per arrivare, l'occasione per ritornare ad offrire spazi di dibattito democratico, meglio ancora: di discernimento democratico, per capire come tifare per il bene comune e lavorare per una Europa sempre più unita, che è una delle nostre stelle polari.

Ma ancor di più dovremo discernere su come sostenere la nostra più profonda vocazione, quella che ha a che fare col lavoro. Noi abbiamo una particolare fedeltà verso i lavoratori: una fedeltà che chiama in causa il nostro impegno per un ordine più giusto, o almeno più sostenibile. Il lavoro fonda la nostra associazione e la nostra Repubblica come una doppia fedeltà. Per questo solleciteremo la nostra organizzazione, la nostra competenza e la nostra creatività.

Ma sarà proprio grazie a questo impasto di lavoro, democrazia e spiritualità che potremo – come afferma il Papa – riuscire a “prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l'odore degli uomini d'oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce”.
È quello che vi auguriamo come Presidenza nazionale, perché possiate vivere in letizia un 2017 magari faticoso, impegnativo e anche un po' sudato... ma autentico e popolare.

La Presidenza nazionale

Le ACLI nazionali della Svizzera, riunite a Lugano il 22 e 23 ottobre 2016 nel loro XII Congresso sul tema “Niente paura, con le Acli attraversiamo il cambiamento”, approvano la relazione del Presidente uscente Franco Plutino e accolgono pienamente l’invito a guardare al futuro con speranza, senza paura.

Vivere i cambiamenti che stiamo attraversando significa per le ACLI continuare una missione educativa e un impegno sociale e politico che promuova la persona, il lavoro e la partecipazione democratica, reagendo all’aumento degli atteggiamenti di assuefazione e indifferenza della nostra società davanti alle ingiustizie sociali, alla diffusione dei conflitti in varie parti del mondo, al clima di violenza e di odio che sembra aumentare in ogni settore, all’inversione di rotta del processo di unione europea, alla devastazione di risorse e di aree del pianeta.

In questa prospettiva, le ACLI chiamano a mettere in gioco i talenti personali e di gruppo intensificando le relazione tra i soci, i rapporti con le istituzioni pubbliche, il sindacato, le parrocchie e con tutte quelle associazioni impegnate in condivise iniziative sociali e civili per comuni proposte programmatiche. Per affrontare adeguatamente queste sfide che coinvolgono sia i dirigenti aclisti sia gli operatori dei nostri servizi, le ACLI della Svizzera vogliono rafforzare l’impegno per favorire una rinnovata capacità progettuale, la creazione di nuovi circoli, servizi e imprese sociali, valorizzando prioritariamente le competenze presenti nel sistema.

Le ACLI della Svizzera ritengono il lavoro elemento fondamentale per la realizzazione dell’uomo e la sua fattiva collaborazione nella costruzione di una società solidale nel livello quotidiano e di proiezione al futuro. Esso è base di sostentamento per sé e la comunità familiare mentre ancora oggi l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) denuncia nell’economia mondiale condizioni di lavoro poco dignitose, sfruttamento, disuguaglianze, aumento delle povertà, insicurezze, precarietà ed erosione dei diritti fondamentali del lavoro, a partire dalla libertà di organizzazione.

Garantire che tutti gli uomini e le donne abbiano accesso ad un lavoro produttivo, in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana è un punto centrale per le ACLI. Inoltre, per una società giusta ed equilibrata e per uno sviluppo economico e sociale duraturo, si riconosce con convinzione l’importanza del ruolo dei lavoratori stranieri e dei frontalieri anche se si sollecitano urgenti sistemi di controllo degli imprenditori disonesti che creano dumping salariale e approfittano di chi ha bisogno di lavorare.

Nel discorso alle ACLI per il loro 70° Papa Francesco stesso ha espresso con forza che “L'estendersi della precarietà, del lavoro nero e del ricatto malavitoso fa sperimentare, soprattutto tra le giovani generazioni, che la mancanza del lavoro toglie dignità, impedisce la pienezza della vita umana e reclama una risposta sollecita e vigorosa contro questo sistema economico mondiale dove al centro non ci sono l’uomo e la donna: c’è un idolo, il dio-denaro …. che provoca la cultura dello scarto”.

Promuovere la pace e la giustizia sociale incamminandosi finalmente verso una cultura di fratellanza sono passaggi fondamentali per dare le risposte giuste a un mondo attuale dalla pericolosa politica internazionale, ingiusta e miope, noncurante delle future generazioni. In particolare, davanti alla grave crisi umanitaria delle migrazioni di portata biblica che bussano anche alle nostre porte, le ACLI, oltre che auspicare maggiore accoglienza, insistono perché si creino canali di transito e collocazione: una via possibile e urgente per una nazione come la nostra che vanta forti tradizioni umanitarie.

Sul piano associativo le ACLI della Svizzera confermano la positiva complementarietà del lavoro volontario con il lavoro professionale, in un’azione compatta di sistema: una sfida interessante che può essere vinta se all’organizzazione si affiancano sentimenti di amicizia che rendono l’impegno più facile e fanno crescere la forza di qualsiasi organizzazione. C’è interesse per il rilancio dell’associazionismo italiano nel mondo, promuovendo tuttavia l’integrazione sul territorio a tutti i livelli, in particolare nelle istituzioni locali, siano esse politiche, amministrative, associative o religiose. In tutto questo le ACLI della Svizzera sono chiamate a operare facendo sistema per essere efficaci e pronti alla proposta, alla concretezza nella sostenibilità, a continuare a coltivare sentimenti ispirati al messaggio evangelico e promuovere la crescita personale e della comunità mettendo a frutto con generosità, al servizio in primis dei più deboli, sia l’esperienza che viene da una importante storia associativa che i talenti di cui ognuno è dotato.   

Dopo il Congresso di Lugano dello scorso ottobre, il Consiglio nazionale delle ACLI della Svizzera, eletto per il mandato 2016-2020, si è riunito per la prima volta sabato 12 novembre 2016 a Zurigo presso la sede centrale delle ACLI della Svizzera.

Il nuovo presidente nazionale, Giuseppe Rauseo, nel salutare i presenti e soprattutto i molti nuovi membri del Consiglio segno di un sostanziale ricambio generazionale, ha delineato gli assi di impegno del movimento per il 2017 e proposto le linee essenziali per il programma del quadriennio. Si intende costruire un modello organizzativo compatibile con un impegno volontario, dove i compiti siano suddivisi sulla scorta delle competenze e delle predisposizioni di ognuno dei membri del Consiglio nazionale, rilanciare il lavoro di sistema tra il movimento e i suoi servizi con l’istituzione di un Comitato nazionale dei servizi e la pianificazione di momenti formativi destinati ai dirigenti nazionali e regionali e agli operatori dei servizi,rafforzare le campagne del tesseramento, accompagnare la nascita di nuovi Circoli, ma anche incentivare la partecipazione alla vita sociale e politica rinnovando l’attenzione ed il servizio verso le fasce emarginate della popolazione e tutti coloro che si trovano nel bisogno.

Siamo consapevoli di essere portatori di una grande tradizione da difendere ma anche di avere grandi risorse umane e tutti gli strumenti necessari per proporre progetti innovativi. La nostra vera sfida è proprio questa: riuscire a mantenere inalterati i principi e i valori da cui sono nate le ACLI, ma adeguando le modalità di intervento alle esigenze del nostro presente e cercando di essere pronti per il futuro”, ha concluso il Presidente.

Nella sua seduta costitutiva del 12 novembre 2016, il Consiglio nazionale delle ACLI nazionali della Svizzera ha approvato la composizione dell’organismo dirigenziale nazionale.


La nuova Presidenza nazionale delle ACLI della Svizzera risulta quindi così composta:

Giuseppe Rauseo, presidente

Simone Dimasi e Antonio Cartolano, vice presidenti

Luciano Alban, segretario organizzativo

Sergio Gibelli, segretario amministrativo

Franco Narducci, membro in quanto presidente dell’ENAIP Svizzera

Franco Plutino, membro con delega al Patronato ACLI Svizzera

Giuseppe Rondinelli, presidente ACLI Argovia

Costanzo Veltro, presidente ACLI Romandia

Barbara Sorce, Responsabile Coordinamento Donne ACLI

Kety Dimasi, Coordinatrice nazionale dei Giovani delle ACLI Svizzera


Il nuovo Consiglio nazionale ha inoltre anche approvato la Mozione finale del Congresso, linea guida del movimento per il quadriennio appena iniziato.

 
Zurigo-Lugano, 12.11.2016

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