COSTRUIRE IL FUTURO INSIEME - NUOVO CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI E DIRIGENTI ORGANIZZATO DA ACLI SVIZZERA

1 – PREMESSA

Il progetto intende riprendere ed approfondire l’ultimo intervento formativo a favore dei dirigenti delle ACLI della Svizzera, realizzato nel 2022-2023.

L’obiettivo principale è ancora una volta quello di favorire un naturale ricambio generazionale a diversi livelli, aiutando noi tutti, attraverso la conoscenza e la diffusione di buone pratiche, a diventare parte attiva della comunità.

La formazione nelle ACLI consiste nel costruire processi di apprendimento condivisi – in termini di acquisizione di conoscenze, elaborazione di pensiero e sviluppo di competenze – riguardo a specifici oggetti di lavoro, in un dato contesto organizzativo e sociale.

Costruire con altri: con i partecipanti ai percorsi formativi, ma anche con chi elabora le ipotesi di lavoro e sviluppa i contenuti, con chi definisce gli orientamenti associativi negli organi preposti, indirettamente con i destinatari ultimi della nostra azione sociale.

La formazione delle ACLI Svizzera vuole essere pertanto un luogo di crescita culturale, ispirato alle tre fedeltà delle ACLI, capace di favorire la formazione di cittadini responsabili, impegnati nello sviluppo del loro territorio. Una formazione ispirata alla centralità della persona e al bene comune può dare un serio contributo alla crescita sociale: in tal senso, abbiamo il dovere morale di dare il nostro contributo, evitando di adattarci passivamente alle diverse tendenze culturali e sociali oggi in atto, che convergono verso una visione sempre più materialista e pragmatica dell’esistenza umana.

Il percorso è strutturato su 4 incontri: il primo, di presentazione della nostra realtà presso il Liceo Vermigli, che ha avuto luogo l’8 novembre 2025; i tre successivi tratteranno tematiche che riteniamo nel contesto attuale importanti per far funzionare bene una struttura come la nostra: la comunicazione, la progettazione e la ricerca di finanziamenti sul territorio, l’aspetto motivazionale e il trattamento dei dati personali.

Il presente progetto è complementare alle iniziative formative organizzate a livello di Circolo o Cantonali/Intercantonali.

2 – OBIETTIVI:

Questo ciclo di formazione delle ACLI Svizzera si prefigge di:

  1. creare le premesse per il ricambio generazionale a tutti i livelli organizzativi;
  2. rafforzare il rapporto e le sinergie tra Movimento e Servizi, creando coinvolgimento e senso di appartenenza sia fra i volontari che fra i professionisti;
  3. prendere consapevolezza delle potenzialità della nostra presenza sul territorio;
  4. stimolare la voglia di formarsi alla partecipazione e all’impegno attivo nel sociale,
    promuovendo nei nostri ambienti legami fiduciari e partecipazione attiva nel territorio di
    appartenenza;
  5. migliorare la comunicazione interna ed esterna, mettendo in valore le nostre competenze, i nostri servizi e attività sul territorio;
  6. ricercare risorse e partner per progetti sociali a livello locale;
  7. fornire gli strumenti per realizzare concretamente progetti sul territorio e condividerli su
    scala nazionale.

3 – DURATA:

Sono previste tre giornate di formazione in presenza, che saranno accessibili anche online per chi non riesce ad essere presente personalmente.

4 – DESTINATARI:

Giovani e adulti che hanno voglia diventare protagonisti nel proprio territorio mettendo a disposizione di esso le potenzialità e le competenze che saranno acquisite per favorire il bene comune. Sarà favorita la partecipazione dei dirigenti dei Circoli, delle realtà Cantonali/Intercantonali, nazionali, degli operatori e promotori sociali del Patronato ACLI Svizzera e dei formatori e dirigenti dell’ENAIP IB. È attraverso i servizi che le ACLI danno spesso vita al movimento, in quanto i servizi, il Patronato e l’ENAIP IB in particolare, rappresentano il bacino di alimentazione e di coinvolgimento delle persone.

Saranno anche accettati giovani e adulti vicini alla nostra realtà seppur non aclisti.

5 – PROGRAMMA:

1. Comunicazione e relazioni istituzionali – 14 marzo 2026 a Wohlen

○ Comunicazione semplice ed efficace, interna ed esterna (i.e. come creare un flyer, comunicati, etc.)

○ Comunicazione con enti ed istituzioni locali

○ Comunicazione e collaborazione con gli organismi consolari e le associazioni italiane

2. Progettazione e fundraising – 30 maggio 2026 a Lugano

○ Progetti ACLI attivi sul territorio

○ Come creare e gestire progetti sociali sul territorio

○ Finanziamenti e crowdfunding

3. Leadership e gestione del team – 7 novembre 2026 a Lucerna

○ Competenze di leadership per il terzo settore

○ Lavorare con volontari e membri: motivazione e coinvolgimento

○ Trattamento dati e come interagire con l’utenza

6 – PARTNER:

– ACLI nazionali italiane/FAI

– Sindacati

– Enti pubblici

– Associazioni

– Parrocchie

Le iscrizioni dovranno pervenire alla Segreteria nazionale ACLI Svizzera scrivendo a segreteria@acli.ch
entro il 27 febbraio 2026

Il numero di partecipanti è limitato a 40, selezionati in ordine di arrivo e fino ad esaurimento posti. Non è richiesto nessun titolo di studio specifico.

Invitiamo i Presidenti dei nostri Circoli e tutti i dirigenti di ogni livello a far circolare il seguente invito tra gli iscritti e i simpatizzanti.

Informazioni e iscrizioni:
Segreteria ACLI Svizzera  – segreteria@acli.ch 

Scarica il flyer in pdf

Formazione dirigenti

Non esiste praticamente settore del Movimento che non abbia la necessità di “formare quadri ed operatori che siano motivati e competenti rispetto al campo di impegno, ma anche soggetti attivi e responsabili di fronte alla ricerca e agli obiettivi politici del movimento”.

Per risolvere questo problema non è pensabile una formazione diluita, parziale, “una tantum”, bensì un percorso formativo articolato in più momenti e diffuso nel tempo e con dei contenuti specifici.

E’ quindi necessario un coinvolgimento di tutte le risorse, culturali, scientifiche, spirituali, da rendere disponibili nel progetto formativo, senza dimenticare la chiara volontà politica di investire risorse umane ed economiche.

Nelle ACLI le domande di “senso” intorno alla presenza del Circolo in un determinato contesto territoriale e di “partecipazione” come richiesta di socialità, di relazione, di appartenenza, sono alla base di ogni impegno formativo.

La risposta a questa domanda di fondo è data dalla realtà stessa nella quale operano le ACLI: da una parte (quella della partecipazione) si trova nella presenza di un luogo (il Circolo) in cui viverla, dall’altra (quella del senso) si trova in un percorso formativo permanente che porta la persona aclista da iscritto a partecipe a dirigente lungo un tragitto segnato da momenti di particolare intensità e significato, motivati e motivanti, mai banali.

Tutti, in quanto persone, sono chiamati a leggere i segni dei tempi, in uno scenario sempre più ampio, comunque volto ad un orizzonte più vasto delle ACLI, perché tutti sono toccati da nuove forme di relazione, di socialità, di appartenenza.

 

Responsabile del Coordinamento Donne ACLI della Svizzera:
Barbara Sorce  – barbara@aperoand.com 

Responsabile del Coordinamento Donne ACLI della Svizzera:
Barbara Sorce  – barbara@aperoand.com 

Un momento fondamentale è tuttavia legato al passaggio dall’ “essere parte” al “prendere parte”, cioè dall’assumere passivamente (anche se consapevolmente, in quanto atto di libera scelta) le indicazioni dei mutamenti, con la conseguenza di giocare prevalentemente in difesa, in una sorta di fatalismo esistenziale, al ripensare e condividere e governare attivamente i passaggi che portano ad uno sviluppo autenticamente associativo, che conferisca senso e spazio, e quindi crei le premesse per un’appartenenza consapevole e soprattutto coinvolgente e profondamente educativa.

Un simile processo non può essere ipotizzato senza la volontà di recupero di autonomia di senso, di pratica sociale, di lettura di ciò che siamo e dove vogliamo stare ed operare.

Da qui deriva dunque l’esigenza di percorsi formativi in grado di soddisfare le attese dei singoli e di accompagnarli, attraverso un lavoro paziente e convincente, ad assumere quel ruolo che ne determini e ne giustifichi la crescita e la consapevolezza di avere avuto dei talenti da gestire e da ben amministrare nell’azione sociale quotidiana, nel realizzare quindi la “vocazione” a rendere meno faticosa la costruzione di esperienze attive di valore comunitario.

Lo scopo è proprio quello di offrire un’ulteriore occasione per ripensare al proprio “essere aclisti” (“sentirsi parte”), uno strumento per programmare percorsi di dialogo, di riflessione e di confronto, ma soprattutto di iniziative, perché si passi dai progetti alla loro realizzazione, dalla consapevolezza di una presenza alla capacità di costruire esperienze attive di valore comunitario (“prendere parte”).

Non esiste praticamente settore del Movimento che non abbia la necessità di “formare quadri ed operatori che siano motivati e competenti rispetto al campo di impegno, ma anche soggetti attivi e responsabili di fronte alla ricerca e agli obiettivi politici del movimento”.

Per risolvere questo problema non è pensabile una formazione diluita, parziale, “una tantum”, bensì un percorso formativo articolato in più momenti e diffuso nel tempo e con dei contenuti specifici.

E’ quindi necessario un coinvolgimento di tutte le risorse, culturali, scientifiche, spirituali, da rendere disponibili nel progetto formativo, senza dimenticare la chiara volontà politica di investire risorse umane ed economiche.

Nelle ACLI le domande di “senso” intorno alla presenza del Circolo in un determinato contesto territoriale e di “partecipazione” come richiesta di socialità, di relazione, di appartenenza, sono alla base di ogni impegno formativo.

La risposta a questa domanda di fondo è data dalla realtà stessa nella quale operano le ACLI: da una parte (quella della partecipazione) si trova nella presenza di un luogo (il Circolo) in cui viverla, dall’altra (quella del senso) si trova in un percorso formativo permanente che porta la persona aclista da iscritto a partecipe a dirigente lungo un tragitto segnato da momenti di particolare intensità e significato, motivati e motivanti, mai banali.

Tutti, in quanto persone, sono chiamati a leggere i segni dei tempi, in uno scenario sempre più ampio, comunque volto ad un orizzonte più vasto delle ACLI, perché tutti sono toccati da nuove forme di relazione, di socialità, di appartenenza.

Un momento fondamentale è tuttavia legato al passaggio dall’ “essere parte” al “prendere parte”, cioè dall’assumere passivamente (anche se consapevolmente, in quanto atto di libera scelta) le indicazioni dei mutamenti, con la conseguenza di giocare prevalentemente in difesa, in una sorta di fatalismo esistenziale, al ripensare e condividere e governare attivamente i passaggi che portano ad uno sviluppo autenticamente associativo, che conferisca senso e spazio, e quindi crei le premesse per un’appartenenza consapevole e soprattutto coinvolgente e profondamente educativa.

Un simile processo non può essere ipotizzato senza la volontà di recupero di autonomia di senso, di pratica sociale, di lettura di ciò che siamo e dove vogliamo stare ed operare.

Da qui deriva dunque l’esigenza di percorsi formativi in grado di soddisfare le attese dei singoli e di accompagnarli, attraverso un lavoro paziente e convincente, ad assumere quel ruolo che ne determini e ne giustifichi la crescita e la consapevolezza di avere avuto dei talenti da gestire e da ben amministrare nell’azione sociale quotidiana, nel realizzare quindi la “vocazione” a rendere meno faticosa la costruzione di esperienze attive di valore comunitario.

Lo scopo è proprio quello di offrire un’ulteriore occasione per ripensare al proprio “essere aclisti” (“sentirsi parte”), uno strumento per programmare percorsi di dialogo, di riflessione e di confronto, ma soprattutto di iniziative, perché si passi dai progetti alla loro realizzazione, dalla consapevolezza di una presenza alla capacità di costruire esperienze attive di valore comunitario (“prendere parte”).