13ma mensilità AVS e proposte di trasformazione della rendita vedovile in vecchiaia
Buongiorno, mi chiamo Rosa. Vi scrivo perché ho ricevuto una lettera dalla mia cassa di compensazione. La lettera mi informa del fatto che la 13ma non è prevista sulle rendite vedovili e mi chiede se voglio trasformare la mia rendita vedovile in vecchiaia. Sembrerebbe vantaggioso e volevo chiedervi un consiglio. Un cordiale saluto.
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Gentile signora Rosa, buongiorno. La ringraziamo molto della fiducia che ripone in noi e di questo quesito, quanto mai d’attualità.
Sappiamo tutti che quest’anno, a dicembre, verrà pagata, per la prima volta in Svizzera, la 13ma sulle pensioni. Ma questo non avverrà su tutte le pensioni. La tredicesima mensilità riguarderà unicamente le rendite di vecchiaia AVS/AHV, percepite sia in Svizzera che all’estero. Non verrà quindi corrisposta alle rendite vedovili (né alle rendite di invalidità).
Nel suo caso, avendo lavorato in Svizzera, lei avrebbe diritto ad una pensione di vecchiaia. Tuttavia, risultando l’importo mensile della sua rendita vedovile superiore a quello della vecchiaia, ha continuato a percepirla nonostante abbia raggiunto l’età di diritto per la rendita di vecchiaia AVS.
Ora, la Cassa di compensazione la informa del fatto che, grazie alla 13ma mensilità, l’importo annuo della sua rendita di vecchiaia risulterebbe più considerevole di quello della vedovile. Le chiedono pertanto di comunicare se consente o meno alla trasformazione della sua rendita vedovile in rendita di vecchiaia. In assenza di una sua comunicazione in merito, la informano che, nel suo interesse, la Cassa opterà per la trasformazione in vecchiaia.
Questo ragionamento è errato? Certo che no, dal punto di vista della normativa AVS/AHV. Ma noi siamo abituati a ragionare tenendo presente anche le normative previdenziali di altri Paesi, Italia in primis.
Prendiamo dunque l’Italia, come esempio di una possibile contro-indicazione. Ammettiamo che lei riceva anche una pensione di reversibilità italiana. Se questo è il caso, ogni anno sarà tenuta a comunicare all’INPS i suoi redditi. Questo perché le pensioni di reversibilità italiane vengono corrisposte in funzione di fasce di reddito ben precise. Redditi che vengono calcolati per determinare queste fasce di reddito sono unicamente i redditi cosiddetti diretti, che non comprendono quelli assistenziali e quelli di reversibilità o vedovili).
Ammettiamo ancora che le rendite vedovili svizzera ed italiana siano gli unici suoi redditi. In questo caso la pensione italiana di reversibilità le verrà calcolata a diritto pieno (100%), come se non possedesse altri redditi. Se quest’anno trasformasse la sua rendita vedovile svizzera in rendita di vecchiaia, i suoi redditi svizzeri verrebbero presi in considerazione nel calcolo della sua pensione italiana e rischierebbe di trovarsi penalizzata.
Facciamoci aiutare dai numeri:
Supponiamo che percepisca una rendita vedovile di 24000CHF all’anno e che di pensione di reversibilità italiana percepisca 10000€ all’anno. Quei 10000€ corrispondono attualmente al 100% del diritto. Ammettiamo ora che decide di accettare la trasformazione della sua rendita vedovile svizzera in vecchiaia e che, in virtù di questa trasformazione, la sua vecchiaia, grazie alla 13ma, arrivi a 25000CHF all’anno. In questo caso (semplificato al massimo, ovviamente, per finalità d’esempio) i suoi redditi diretti svizzeri rischiano di comportare una decurtazione del 25% dell’importo della pensione di reversibilità italiana, in quanto si ritroverebbe all’interno della seconda categoria reddituale. Di conseguenza, guadagnerebbe, sì, 1000CHF sulla pensione svizzera ma perderebbe 2500€ sulla pensione italiana.
Il tema è complesso e quello che ho provato a sintetizzare con l’esempio precedente è solo uno scenario. Per questo è fondamentale che esprima una scelta presa in piena consapevolezza dei pro e dei contro. E per far questo, non posso che invitare lei e tutte le persone che hanno ricevuto questo tipo di comunicazione dalla propria cassa di compensazione a prendere appuntamento all’ufficio a lei più vicino del Patronato ACLI, per una valutazione accurata della sua posizione.
L’attendiamo!
Alessandro Milani – Patronato ACLI Svizzera
Pubblicato sul numero di ottobre 2026 de’ IL DIALOGO




