Come ACLI Svizzera vogliamo dirlo con chiarezza: il servizio pubblico dell’informazione è un pilastro della nostra democrazia e merita pieno sostegno. Non per abitudine o per nostalgia, ma per responsabilità civile.
L’iniziativa “200 franchi bastano”, in votazione l’8 marzo, non è una semplice proposta di risparmio. È una scelta politica che riduce drasticamente le risorse del servizio pubblico e ne indebolisce la missione fondamentale: garantire a tutte e a tutti un’informazione affidabile, pluralista e accessibile. È proprio qui che si misura una delle tre fedeltà fondative delle ACLI: la fedeltà alla democrazia, intesa come partecipazione informata, inclusiva e consapevole.
Dopo la netta bocciatura dell’iniziativa “No Billag” nel 2018, il canone è già stato progressivamente ridotto e ulteriori misure regolamentari hanno ulteriormente ristretto le risorse a disposizione della SSR. A ciò si aggiungono il calo delle entrate pubblicitarie e l’aumento dei costi di produzione: un contesto che ha già imposto programmi di risparmio significativi, con tagli occupazionali e riduzioni dell’offerta.
Ridurre ulteriormente il canone a 200 franchi significherebbe inevitabilmente meno qualità, meno approfondimento, meno attenzione alle regioni linguistiche minoritarie e ai temi che non fanno audience ma costruiscono cittadinanza. Significa accettare che l’informazione diventi sempre più un prodotto di mercato, invece che un diritto democratico.
In un tempo segnato da polarizzazione, disinformazione e sfiducia, il servizio pubblico non è un lusso. È uno spazio comune in cui i fatti vengono verificati, le opinioni contestualizzate, le voci diverse ascoltate. È uno strumento che permette anche a chi lavora, a chi ha meno tempo e meno mezzi, di partecipare consapevolmente alla vita democratica.
L’argomento secondo cui “oggi c’è Internet” è fuorviante. La moltiplicazione delle fonti non equivale alla qualità dell’informazione. Senza un servizio pubblico forte, il rischio è che prevalgano il rumore, la semplificazione estrema, l’emotività, a scapito della comprensione.
Difendere il servizio pubblico dell’informazione significa, in definitiva, difendere l’idea stessa di democrazia a cui le ACLI sono fedeli: una democrazia che non lascia indietro nessuno, che valorizza il pluralismo, che mette le persone nelle condizioni di partecipare consapevolmente alla vita civile.
Per queste ragioni, come ACLI Svizzera invitiamo a respingere l’iniziativa “200 franchi bastano”. Non per proteggere un’istituzione, ma per tutelare un bene comune essenziale: il diritto di tutte e tutti a essere informati, e quindi a esercitare pienamente la propria cittadinanza democratica.


