Soppressione del tetto massimo delle rendite AVI-AI dei coniugi: la linea del Consiglio Federale
Il 27 marzo 2024, il partito del Centro ha depositato l’iniziativa popolare «Sì a rendite AVS eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!». Essa chiede la soppressione della limitazione delle rendite per coniugi nell’AVS (Assicurazione Vecchiaia e Superstiti) e nell’AI (Assicurazione Invalidità). Come sappiamo, in base alla regolamentazione attuale, la somma delle due rendite delle persone assicurate coniugate ammonta al 150% dell’importo massimo della rendita corrispondente. Dal 1° gennaio 2025, la rendita massima per le persone che possono far valere il periodo assicurativo completo è pari a Fr. 2’520.00. Le rendite sommate di marito e moglie non possono però raggiungere la somma di Fr. 5’040.00 ma al massimo solo Fr. 3’780.00. Questa limitazione concerne circa il 90% delle coppie sposate. Di conseguenza, le loro rendite AVS e AI possono essere inferiori alla somma delle rendite delle coppie non sposate. L’iniziativa chiede anche che il Consiglio federale sopprima l’esenzione dall’obbligo contributivo per il coniuge che non lavora, se la relativa legislazione d’esecuzione non dovesse entrare in vigore entro tre anni dall’accettazione dell’iniziativa. Attualmente, le persone sposate senza attività lucrativa sono esentate dall’obbligo contributivo se il coniuge versa almeno il doppio del contributo minimo. In caso di accettazione dell’iniziativa, le rendite delle persone sposate con un reddito annuo medio determinante AVS superiore a 90720 franchi (stato: 2025) migliorerebbero. Per contro, le rendite delle economie domestiche con redditi più bassi e quelle delle persone non sposate, vedove o divorziate non aumenterebbero.
Lo scorso 7 marzo, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l’iniziativa, raccomandando al Parlamento di respingerla senza presentare alcun controprogetto. Secondo il Governo, un ulteriore onere supplementare di circa 3,6 miliardi di franchi a carico dell’AVS nel 2030 (secondo le proiezioni), in aggiunta ai costi legati alla 13ma rendita di vecchiaia e all’evoluzione demografica, acuirebbe le difficoltà finanziarie dell’assicurazione. Inoltre, il Consiglio federale ritiene che i coniugi beneficino già di una buona copertura sociale nell’AVS, con diverse prestazioni accordate unicamente a loro che controbilanciano gli svantaggi connessi alla limitazione della somma delle loro rendite. Le coppie sposate beneficiano infatti di prestazioni dell’AVS e dell’AI a cui i conviventi non hanno diritto. In caso di divorzio e di decesso, per esempio, i redditi conseguiti durante gli anni di matrimonio vengono ripartiti in parti uguali tra i due coniugi. Lo stesso vale quando entrambi hanno diritto a una rendita. Inoltre, i vedovi e le vedove hanno diritto a un supplemento di vedovanza del 20% in aggiunta alla loro rendita di vecchiaia o d’invalidità e le rendite vedovili sono accordate soltanto a condizione di essere stati sposati. L’accettazione dell’iniziativa, con la soppressione della limitazione delle rendite per coniugi e quella dell’esenzione dall’obbligo contributivo per il coniuge senza attività lucrativa, genererebbe inoltre un aumento delle uscite annue dell’AVS di circa 3,6 miliardi di franchi nel 2030 e di circa 4,1 miliardi di franchi nel 2035 (secondo le proiezioni). La Confederazione dovrebbe coprire circa 770 milioni di franchi nel 2030 e 870 milioni di franchi nel 2035. L’iniziativa non prevede alcun finanziamento per coprire queste spese supplementari e l’AVS non dispone delle risorse finanziarie necessarie per coprirle. Per far fronte alle uscite supplementari che l’iniziativa genererebbe e in funzione dell’obiettivo finanziario da definire, si renderebbe per esempio necessario un aumento dei contributi salariali dello 0,6% o un innalzamento dell’IVA dello 0,8%. Sulla base di ciò, il Consiglio federale raccomanda quindi al Parlamento di respingere l’iniziativa.
Gaetano Vecchio (già operatore del Patronato Acli)
Pubblicato sul numero di luglio-agosto 2025 di INSIEME l periodico della Missione Cattolica di Berna




