Pensioni italiane. La pensione di vecchiaia in computo art. 3 DM 282/1996 decorre dalla data della domanda
Niente decorrenza retroattiva per la pensione a carico della Gestione Separata dell’Inps a seguito dell’esercizio della facoltà di computo dei periodi assicurativi ai sensi del DM 282/1996.
Il montante contributivo dalle altre gestioni, infatti, viene trasferito solo dopo la presentazione della domanda di computo e, pertanto, non è possibile, a differenza di quanto avviene normalmente, che la pensione di vecchiaia abbia decorrenza dal primo giorno successivo a quello del compimento del requisito anagrafico ancorché la domanda sia presentata successivamente.
E’ quanto ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 10542 del 21 aprile 2026 in cui ha dato ragione alla tesi dell’Inps che aveva respinto la richiesta di un Pensionato.
Cos’è il computo
È la facoltà, riconosciuta dall’articolo 3 del Dm 282/1996, che consente il trasferimento gratuito delle contribuzioni versate presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, le forme esclusive e sostitutive della medesima, le gestioni pensionistiche dei lavoratori autonomi di cui alla legge n. 233 del 1990 nella Gestione Separata dell’Inps. Non è possibile, invece, trasferire le contribuzioni versate presso le Casse Professionali.
Quali sono i requisiti
Presupposto per l’esercizio dell’opzione è che il lavoratore possa vantare il versamento di almeno un contributo mensile presso la Gestione Separata.
L’interessato deve, inoltre, possedere un’anzianità contributiva nelle predette gestioni coinvolte nel computo pari o superiore a 15 anni di cui almeno 5 collocati successivamente al 1° gennaio 1996 unitamente al possesso di anzianità contributivaal 31 dicembre 1995. E’ necessario, altresì, che il lavoratore abbia un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995.
I vantaggi
Il trasferimento comporta l’accettazione di un calcolo interamente contributivo ma dà il vantaggio di poter accedere alla pensione con i requisiti previsti per i soggetti privi di contribuzione al 31 dicembre 1995 di regola esclusi per chi possiede contribuzione al 31 dicembre 1995.
Tipologie di pensione
Pensione di vecchiaia
- 67 anni e 20 anni di contributi a condizione che l’assegno risulti non inferiore ad una volta l’assegno sociale, oppure;
- 71 anni unitamente ad almeno 5 anni di contribuzione «effettiva»
Pensione anticipata
- 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) indipendentemente dall’età anagrafica unitamente ad una finestra mobile di 3 mesi;
- 64 anni di età unitamente a 20 anni di contribuzione «effettiva» a condizione che l’importo pensionistico non sia inferiore a 3 volte l’importo dell’assegno sociale (2,8 volte per le donne con un figlio; 2,6 volte per le donne con due o più figli) e una finestra mobile di tre mesi dalla maturazione dei requisiti.
Quest’ultimo canale di pensionamento sta riscuotendo un certo appeal tra i pensionandi soprattutto se l’anzianità in possesso al 31 dicembre 1995 risulta scarsa rendendo meno penalizzante l’accettazione di un calcolo interamente contributivo della pensione.
La procedura può essere abbinata da un riscatto agevolato della laurea per acquisire l’anzianità contributiva minima necessaria o per integrare il requisito dell’importo soglia.
La domanda e la decorrenza
La regola generale, infatti, vuole che la pensione di vecchiaia prenda decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello del compimento dell’età anagrafica. E questo ancorché la domanda di pensione sia presentata successivamente purché, ovviamente, sia cessato il rapporto di lavoro dipendente.
Questa regola, spiega la Cassazione, non si applica nel caso del computo. Qui, infatti, soltanto l’istanza specifica di convogliare i contributi di altre gestioni può segnare il momento in cui decorre l’unico trattamento previdenziale e di conseguenza in tale ipotesi la pensione decorre dal primo giorno successivo a quella della presentazione della domanda specifica di computo.
Giovanni Meli – Patronato ACLI Lugano
Pubblicato sul numero di giugno 2026 de IL DIALOGO




