Trasferimento in Italia di titolari di pensione Svizzera, Servizio Sanitario Nazionale e LAMal
Buongiorno,
Sono un doppio cittadino, svizzero e italiano, e sto valutando un trasferimento in Italia. Da quando sono andato in pensione i miei redditi sono calati molto e faccio fatica a far fronte a tutte le spese, in particolare quelle relative ai premi della Cassa Malati, che continuano ad aumentare. Mi rivolgo a voi per avere maggiori informazioni sugli adempimenti necessari e sul sistema d’assicurazione sanitaria in Italia. Un cordiale saluto, Mattia M.
Sig. Mattia, buongiorno. La ringraziamo per questo quesito, che ci permette di sottolineare una seria criticità portata alla nostra attenzione negli ultimi mesi. Sono infatti molte le persone che valutano un trasferimento in Paesi in cui il costo della vita è inferiore e la copertura sanitaria meno onerosa che in Svizzera. La criticità a cui accennavo sopra riguarda in particolare i titolari di sola pensione estera.
Cominciamo col dire che le persone che si trasferiscono in Italia devono avere una copertura sanitaria. Chi si trasferisce in Italia da un Paese UE o dalla Svizzera, senza avere un reddito italiano, ha la possibilità di mantenere la copertura sanitaria del Paese d’origine oppure di iscriversi al Sistema sanitario nazionale italiano (SNN). Iscrizione che, da qualche anno, per questa tipologia di persone è a pagamento e il cui costo varia da regione a regione e parte generalmente da 2000€ all’anno.
Le segnalazioni che ci sono arrivate consistono nel fatto che queste persone si sono viste negare dalla LAMal, l’ente che coordina le casse malati in Svizzera, l’esenzione dall’obbligo assicurativo. Questo, pur avendo seguito la procedura (iscrizione al SSN ed invio comunicazione alla LAMal entro i tre mesi dal trasferimento). Pertanto, queste persone si sono trovate a dover pagare sia il SSN (al quale oramai si erano iscritte) che la Cassa Malati, andando ad aumentare, invece che a diminuire, le proprie spese di copertura sanitaria.
In questa sede, in base alle informazioni in nostro possesso, possiamo riassumere il problema in questo modo:
Secondo la normativa UE, Regolamento (CE) n. 883/2004 e Regolamento (CE) n. 987/2009, i cittadini devono essere in possesso di una copertura sanitaria valida in tutti i Paesi UE (ed in Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera). Infatti, tutte le tessere sanitarie dei Paesi che seguono questa normativa riportano al retro la TEAM (Tessera Europea di Assistenza Medica).
Ora, i titolari di pensione di un altro Stato UE (o degli altri Paesi sopra citati, tra cui la Svizzera) residenti in Italia, possono iscriversi al SSN e scegliere il medico di base, ma non avrebbero diritto alla TEAM che verrebbe invece rilasciata loro dal Paese d’origine, ai fini di un eventuale uso fuori dall’Italia.
Ne consegue che la LAMal, dovendo applicare i regolamenti UE sopra citati, nega le richieste di esonero all’assicurazione medica svizzera obbligatoria, in quanto tenuta a garantire la copertura a livello Europeo.
Come Patronato ACLI Svizzera stiamo seguendo questo tema da vicino e ci ritorneremo non appena avremo aggiornamenti.
Per tutti gli altri aspetti della sua domanda, non esiti a contattare la nostra sede a Lei più vicina, che l’assisterà molto volentieri.
Un cordiale saluto
Alessandro Milani – Patronato ACLI Svizzera
Pubblicato sul numero di marzo 2026 de IL DIALOGO



